Entro il 2016 addio contratti a progetto

16 febbraio 2015


Entro il 2016 addio contratti a progetto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2015



Cocopro sotto torchio: col Job Act non arriva solo il contratto a tutele crescenti: il riordino del mercato del lavoro.

Le tipologie contrattuali cui può ricorrere il datore di lavoro per assumere sono decisamente troppe. Si parla di circa 44 strumenti differenti. Così l’ambizione del Job Act è anche quella di semplificare il mercato del lavoro. La soluzione dovrebbe essere discussa venerdì prossimo dal Consiglio dei Ministri che delibererà su uno dei decreti delegati attuativi della recente riforma del lavoro.

L’intenzione è quella di scrivere un testo unico che semplifichi tutte le tipologie contrattuali e i rapporti di lavoro. Un’ambizione certamente alta, ma che, comunque, ha già dei punti fermi.

Il primo lo abbiamo scoperto qualche mese fa: si tratta del nuovo contratto a tutele crescenti che cambia l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e costituisce, in effetti, una profonda riforma in una materia che, dagli anni ’70, quasi mai era stata toccata.
Il restyling proseguirà con un altro punto fondamentale della riforma: il superamento dei co.co.pro. (contratti a progetti), nipoti dei co.co.co. (contratti a prestazione coordinata e continuativa). L’obiettivo del Governo è quello di mettere finalmente un punto fermo sulla distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, onde evitare quelle zone d’ombra su cui molte aziende hanno puntato per eludere la normativa lavoristica, con il triste fenomeno delle false partite iva.

Sui collaboratori a progetto, in particolare, l’ipotesi è di partire con un periodo di transizione per arrivare a cancellare definitivamente questo tipo di contratto entro il 1° gennaio 2016.

L’abolizione riguarderà anche le associazioni in partecipazione (già ridimensionate dalla riforma Fornero) e il job sharing (in realtà mai decollato).

Il contraltare si chiama voucher: il Governo mira ad ampliarne l’applicazione, rendendone più agevole l’utilizzo, eventualmente aumentando i massimali che attualmente sono di 5mila euro nell’anno solare e di 2mila per committente imprenditore o professionista.
Semplificazioni in vista anche per il part time in modo da facilitarne l’utilizzo.
Per quanto, invece, riguarda i contratti a termine, si discute sulla possibilità di ridurre il numero di proroghe (da 5 a 3) e la durata massima (da 36 a 24 mesi). Una formula che è già stata oggetto di diversi tira-e-molla negli scorsi anni.

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