Nuovo esame di avvocato: domande da un database e locali schermati contro gli smartphone

17 febbraio 2015


Nuovo esame di avvocato: domande da un database e locali schermati contro gli smartphone

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 febbraio 2015



Nuovo schema di decreto ministeriale sulle regole di accesso alla professione forense.

Non c’è solo il ripristino del patto di quota lite in vista per gli avvocati. Tra le tante novità arriva anche il riordino delle regole di accesso all’esame per l’accesso alla professione.

Due nuovi schemi di regolamento, appena completati dal Ministro della Giustizia per dare attuazione alla riforma dell’ordinamento forense, e ora in attesa del parere del CNF, stanno per valicare i cancelli.

1 | REVISIONE DELL’ESAME DI AVVOCATO

Le nuove norme prevedono:

– domande predeterminate da rivolgere ai candidati nel corso dell’esame orale, ed estratte a sorte, attraverso un sistema informatico, da un database nazionale; per garantire la trasparenza, il contenuto di tali domande dovrà essere riportato a verbale;

– i locali adibiti a sede d’esame dovranno essere obbligatoriamente schermati per impedire l’uso di telefonini, smartphone e apparecchi wi-fi collegabili a internet da cui reperire le soluzioni delle tracce;

– il raddoppio delle corti d’appello per la correzione degli esami nei distretti con più candidati; sarà previsto l’abbinamento tra una Corte d’appello con elevato numero di aspiranti e due o più di minori dimensioni;

– scatteranno controlli più rigorosi in sede di prova scritta: controlli che potranno essere mirati, se ci sono sospetti sull’introduzione di oggetti di cui è vitato l’ingresso nei locali d’esame, oppure a campione su un numero significativo di candidati;

– ogni candidato avrà un banco personale estratto a sorte; non si potrà entrare in sede di esame a dettatura avviata;

– la correzione delle prove dovrà essere verbalizzata e la valutazione negativa andrà motivata sinteticamente.

 

2 | REVISIONE DELLE NORME SULLA PRATICA

Scatta un tirocinio più serio. È questo l’oggetto del secondo decreto ministeriale. Il praticante dovrà svolgere almeno 20 ore settimanali all’interno dello studio o comunque di attività svolta sotto la supervisione diretta dell’avvocato, altrimenti viene meno il requisito dell’assiduità e non potrà partecipare all’esame.

Sarà necessario assistere ad almeno 20 udienze per semestre e collaborare in maniera concreta allo studio delle controversie e alla redazione degli atti.

Sì ai praticanti-lavoratori: i tirocinanti potranno infatti svolgere contemporaneamente il tirocinio con un’attività di lavoro subordinato pubblico o privato, a patto che le modalità siano tali da permetterne lo svolgimento effettivo e non ci siano ragioni di conflitto d’interessi. Il Consiglio dell’Ordine dovrà accertare che non esistano elementi di incompatibilità e che il tirocinio sia effettivamente svolto in maniera proficua e non semplicemente formale.

Il tirocinio, che potrà essere svolto per sei mesi in un altro Paese dell’Unione europea, non può essere interrotto se non per gravi ragioni.

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1 Commento

  1. Bello passare in pochi anni dal “ma si, forse lo togliamo” al “regime semi-militarizzato con legge marziale e cilicio purificatore”.
    I candidati verranno condotti bendati in una località segreta, e non saranno tollerati più di tre errori: in caso contrario, un miliziano dell’Isis, ingaggiato per l’occasione, provvederà a girare un video durante il quale l’aspirante avvocato, dopo aver fatto abiura della Laurea in Legge, e chiesto scusa al Presidente del CNF, verra’ lapidato a colpi di Digesto Ed. Utet rilegato in copertina rigida….

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