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Lo sai che? Avvisi di convocazione dell’assemblea con email ma solo PEC

Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 febbraio 2015

L’amministratore può ricorrere alla Posta elettronica certificata.

Via libera all’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale tramite un’email, ma solo certificata.

Chi si è scontrato coi problemi legati alle modalità attraverso cui l’amministratore comunica ai condomini le date e gli orari delle riunioni assembleari, già sa che, a partire dallo scorso 18 giugno 2013 (data di entrata in vigore della riforma del condominio [1]), l’avviso dev’essere comunicato a mezzo di posta raccomandata a.r., posta elettronica certificata, fax o consegna a mano.

L’email ordinaria non è ammessa, e questo per due ragioni:

– la nostra legge non assegna all’email ordinaria alcun valore legale di prova scritta. In buona sostanza, in caso di contestazioni da parte del condomino, che asserisca di non aver mai ricevuto la posta elettronica, l’amministratore non avrebbe possibilità di vincere tale eccezione. E, quindi, le decisioni dell’assemblea sarebbero nulle;

– il codice civile [2], nell’indicare i mezzi attraverso cui può avvenire la comunicazione dell’avviso di assemblea, fissa un elenco tassativo, che non può essere ampliato con interpretazione analogica o estensiva. E tali mezzi, come detto, sono la raccomandata con avviso di ricevimento, la PEC, il fax o la consegna a mano (quest’ultima obbligatoriamente controfirmata, per garantire la prova del ricevimento).

È quanto si evince da una recente e interessante sentenza del Tribunale di Genova [3].

Il Legislatore della riforma – si legge nella sentenza – mediante la specifica indicazione delle modalità di convocazione, ha tipizzato le forme di comunicazione dell’avviso, privilegiando quelle che consentono di avere certezza della conoscibilità dello stesso. In questo contesto, le comunicazioni via e-mail sono valide solamente se avvengono tra due indirizzi di posta elettronica certificata, poiché solo a queste la legge riconosce il valore della tradizionale raccomandata. Difatti, perché la PEC possa funzionare è necessario che tanto il mittente quanto il destinatario dispongano di un relativo abbonamento e account.


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1 Commento

  1. non concordo con la superiore interpretazione perchè l’elencazione delle modalità di convocazione non costituisce un numerus clausus. In realtà conta il raggiungimento dello scopo e ciò può avvenire anche mediante mail peo (posta elettronica ordinaria) a condizione che il ricevente riscontri espressamente la convocazione a mezzo mail con altra propria mail con la quale attesta espressamente l’avvenuta ricezione del contenuto in quella modalità.

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