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TFR in busta paga: si pagano più tasse, si perdono detrazioni e assegni familiari

17 Feb 2015


TFR in busta paga: si pagano più tasse, si perdono detrazioni e assegni familiari

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Feb 2015



In pericolo anche la possibilità che l’Isee non sia più congruo per chiedere i benefici sui i servizi sociali agevolati.

Tra 11 giorni esatti, partirà l’operazione “TFR in busta paga”: la Legge di Stabilità per il 2015, infatti, come a tutti noto, ha previsto, in via sperimentale, per i prossimi tre anni (cioè dal 1.03.2015 al 30.06.2018) la possibilità, per i dipendenti di aziende private, di chiedere al datore di lavoro, l’anticipazione mensile del trattamento di fine rapporto (ovviamente, solo per la quota di volta in volta maturata).

Ma attenzione: la scelta intrapresa sarà irrevocabile fino al 2018. Per cui sarà opportuno prima farsi bene i conti in tasca.

Anche senza prendere la calcolatrice in mano, era già da tempo chiaro a molti che l’anticipazione del TFR in busta paga non conviene. Ora, però, la certezza matematica viene da un recente studio diffuso dalla Uil.

Aumentano le tasse

Il rischio è, innanzitutto, quello di rimetterci a causa delle maggiori tasse che si vanno a pagare sulle somme aggiuntive percepite mensilmente a titolo di TFR (una penalizzazione di circa 330 euro medi all’anno). Queste ultime, infatti, vengono tassate secondo l’aliquota ordinaria IRPEF (e quindi come se fossero redditi normali da lavoro) e non con quella agevolata del TFR (come invece sarebbe se gli importi venissero accantonati in azienda o nei fondi).

Minori sgravi fiscali

Si otterranno, inoltre, minori sgravi fiscali (lo studio della Uil parla di circa 280 euro medi l’anno).

Si avrà un generalizzato aumento di Irpef: in pratica, con un reddito di 18 mila euro lordi, sul Tfr annuo pari a 957 euro, al posto del 23% si pagherà il 27%; con un reddito di 23 mila euro, su un Tfr annuo di 1.209 euro, si pagherà il 27% anziché il 23,9%; con un reddito di 35 mila euro, su un Tfr annuo pari a 1.806 euro si pagherà il 38% anziché il 25,3%.

Detrazioni e assegni familiari

Non solo. Il lavoratore impaziente di prendere il trattamento di fine rapporto potrebbe perdere anche le detrazioni fiscali e gli assegni familiari.

Secondo l’analisi della Uil, il Tfr in busta paga si cumulerà con il reddito dell’anno e, quindi, andrà a incidere sulla determinazione delle detrazioni d’imposta (per familiari a carico, ad esempio) oppure per gli assegni familiari. Solo di detrazioni fiscali, un reddito di 23 mila euro verrà decurtato di circa 280 euro l’anno.

Isee più alto

Infine, anche l’Isee potrebbe farne le spese: il “fittizio” aumento della busta paga (in realtà si tratta solo di un’anticipazione, ma non di un incremento della busta paga) farà alzare il reddito Isee. Risultato: con un indicatore della ricchezza della famiglia superiore alla soglia limite il lavoratore non potrà più fruire dei servizi sociali agevolati di cui ha goduto in precedenza (si pensi alla retta per gli asili nido, alle mense scolastiche, le tasse universitarie ecc.).

note

Autore immagine: 123rf com


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