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Prosciolto chi si oppone al decreto penale e chiede l’oblazione

17 Febbraio 2015
Prosciolto chi si oppone al decreto penale e chiede l’oblazione

L’opposizione non preclude l’esame del merito.

Più chance per essere assolti: da oggi in poi colui che ha ricevuto un decreto penale di condanna può aspirare ad essere prosciolto per innocenza evidente se si oppone al decreto e contestualmente chiede l’oblazione.

È quanto precisato dalla Corte Costituzionale con una sentenza dello scorso 13 febbraio [1].

Il codice di procedura penale prevede la possibilità, per il pubblico ministero (in alcuni casi) di chiudere le indagini e chiedere al Gip un decreto penale di condanna. La procedura per decreto implica l’irrogazione della condanna pecuniaria. Una volta ricevuto il decreto penale, il condannato può scegliere tra due opzioni:

accettare la condanna e pagare;

– oppure proporre opposizione con il proprio avvocato di fiducia. In questo caso, però, può anche chiedere il patteggiamento oppure l’oblazione oppure andare regolarmente a giudizio.

Nel caso in commento il condannato aveva proposto opposizione e aveva chiesto di essere prosciolto per evidenza della non colpevolezza [2] e, in subordine, di poter pagare l’oblazione.

Secondo la Corte, quando si propone l’opposizione a decreto penale e contestualmente si chiede l’oblazione, il giudice è chiamato ad adottare un provvedimento decisorio, che implica un esame del merito dell’imputazione; quindi può assolvere l’imputato.

Il potere di giudicare nel merito non c’è, invece, nel caso in cui non si chiede l’oblazione, in quanto il giudice in tal caso non deve fare altro che mandare avanti il giudizio per l’accertamento eventuale della responsabilità penale.


note

[1] C. Cost. sent. n. 14 del 13.02.2015.

[2] Art. 129 cod. proc. pen.

Fonte ItaliaOggi

Autore immagine: 123rf com


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