Diritto e Fisco | Editoriale

False informazioni: il primo incontro in mediazione non si paga

18 febbraio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 febbraio 2015



La sentenza del TAR Lazio ha efficacia sull’intero territorio nazionale, avendo cancellato il D.M. sui costi della mediazione.

A volte le sentenze vengono scritte in modo così tecnico che, per il cittadino, è davvero difficile comprenderle. Ma, a questa difficoltà, spesso si aggiunge, nel nostro Paese, la volontà di alcune categorie di persone di rendere torbido e opaco ciò che, invece, non lo è.

Alcuni nostri lettori ci hanno segnalato una situazione che si starebbe verificando in più parti d’Italia. Nonostante la sentenza del Tar Lazio dello scorso 23 gennaio [1], che ha dichiarato illegittimi – cancellandoli dal nostro ordinamento – i costi gravanti per i cittadini al primo incontro di mediazione, sia che esso vada a buon fine, sia che naufraghi, alcuni organismi di mediazione stanno continuando a chiedere, ugualmente, i contributi ai cittadini. In alcuni casi – proseguono le segnalazioni che abbiamo ricevuto – la richiesta di pagamento viene motivata a titolo di rimborso spese; in altri casi sulla scorta del fatto che la sentenza del Tar Lazio avrebbe effetto solo per le parti in causa e non, quindi, per la collettività intera.

Argomentazioni, evidentemente, del tutto errate e basate su presupposti falsi. Innanzitutto perché la pronuncia in commento non si limita a giudicare la sola controversia posta sul tavolo dei giudici, ma si spinge a dichiarare illegittimo il decreto ministeriale del 2014 [2] che aveva stabilito un costo fisso, al primo incontro di mediazione, pari a 40 euro per le cause fino a 250mila euro, e a 80 euro per le cause di valore superiore. Dunque, gli effetti della sentenza valgono su tutto il territorio nazionale (salvo eventuale riforma in secondo grado della sentenza o nuova disposizione di legge).

Inoltre, è lo stesso Tar Lazio a chiarire che gli organismi di mediazione non possono chiedere, ai cittadini, neanche le somme a titolo di rimborso spese, ivi compresi i costi delle raccomandate per la convocazione delle parti confliggenti. Insomma, il cittadino non deve sborsare neanche un euro.

Tant’è vero che lo stesso ministero della Giustizia, a inizio febbraio, aveva chiarito – per chi ancora era rimasto nel dubbio – quanto abbiamo appena detto. Insomma, i compensi e i costi della mediazione al primo incontro sono completamente aboliti.

A questo punto, poche e lapidarie considerazioni, anche a rischio di sembrare ripetitivi. È mai possibile che, in questo Paese, per far valere i propri diritti e poter accedere a una informazione chiara e corretta c’è sempre bisogno di un avvocato nel cassetto o di una associazione di tutela dei consumatori? È davvero espressione di un popolo che, arrogantemente, si ritiene “civile” il fatto di tentare puntualmente di aggirare le leggi, interpretarle a proprio favore, sfruttando l’ignoranza del popolo, anche per pochi euro, sino a camuffare evidentemente la realtà (come nel caso di specie)? Ci si lamenta spesso degli organi di controllo, delle amministrazioni e dei politici. Ma anche il popolo, quando si tratta di portare l’acqua al proprio mulino, non è da meno e, dopo aver rivestito i panni dell’agnello, non disdegna di indossare anche quelli della volpe.

note

[1] Tar Lazio sent. n. 1351/15 del 23.01.2015.

[2] D.M. n. 139/2014.

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

  1. Salve,

    io potrei anche essere d’accordo sui suoi giudizi, ma resta un elemento della realtà: se nessuno paga nemmeno il rimborso per le spese di notifica, tutti (e dico tutti) gli organismi di mediazione chiuderanno (a meno che non pagati da contributi statali)
    Ora, possiamo anche essere felici di tale eventualità, ma mi si dovrà pur sempre spiegare a quale cavolo di scopo hanno tanto voluto la mediazione allora.

  2. Dimentica di dire che, generalmente, è l’avvocato (che presumibilmente dovrebbe saper leggere le sentenze e tutto il resto del diritto) che deposita l’istanza e quindi è liberissimo di rivolgersi all’Organismo che fa beneficenza, come altrettanto liberi sono gli Organismi (è stato eliminato anche il comma 9 che prevedeva “l’Organismo e il mediatore non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione”) di buttare nella pattumiera le istanze di chi non vuole pagare le spese, non di avvio, ma di segreteria, rilascio verbale, ecc…

  3. Scusi, ma se le mando a lei le istanze ……per il bene della collettività e dei consumatori….me le fa partire tutte lei le raccomandate a sue spese ??
    GRAZIE

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