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Diritti e doveri del lavoratore dipendente e del datore di lavoro

18 febbraio 2015


Diritti e doveri del lavoratore dipendente e del datore di lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 febbraio 2015



Rapida guida su tutele, permessi, riposi, retribuzione, fedeltà, non concorrenza, licenziamento, potere disciplinare.

Tempo di Job Act: si fa un gran parlare di diritti del lavoratore (un po’ meno dei doveri) e delle facoltà concesse al datore di lavoro di licenziamento.

In questa ansia di riforma, però – forse giustificata dall’urgente esigenza di rilanciare il mercato del lavoro e ristabilire l’occupazione nel Paese – si dimenticano quali siano i principi base posti dalla Costituzione, dallo Statuto dei lavoratori e dalle leggi speciali in materia di lavoro dipendente.

Cerchiamo, quindi, di fare una rapida panoramica sull’argomento.

1 | DIRITTI DEL LAVORATORE

Il lavoratore subordinato si obbliga a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore.

Il più importante diritto del lavoratore consiste nella corresponsione della retribuzione, che, in mancanza di contratto collettivo applicabile o di contratto individuale, viene determinata dal giudice, anche tenendo conto di quanto stabilito al riguardo dalla contrattazione collettiva.

La retribuzione deve essere proporzionata al lavoro svolto e sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La donna lavoratrice e i minori hanno gli stessi diritti degli altri lavoratori e, a parità di lavoro, hanno diritto alla parità della retribuzione.

Il lavoratore ha inoltre diritto al riposo settimanale e alle ferie annuali garantite, cui non può rinunziare. ln caso di continuo e ripetuto mancato godimento del riposo settimanale e delle ferie il lavoratore può chiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno alla salute così subito.

Il lavoratore studente ha diritto a turni di lavoro che gli consentano di partecipare ai corsi e di prepararsi agli esami; non può essere obbligato a svolgere lavoro straordinario, tanto meno durante i riposi settimanali. ln coincidenza con gli esami da sostenere, ha diritto a ottenere permessi giornalieri retribuiti.

Il dipendente in servizio di leva ha diritto alla conservazione del posto. Lo stesso vale per il lavoratore che ha scelto di svolgere servizio civile (norme tuttavia da attualizzare con la recente abolizione della leva obbligatoria).

Hanno diritto a permessi retribuiti i lavoratori donatori di sangue e i componenti i seggi elettorali.

Il lavoratore ha inoltre diritto di svolgere attività sindacale all’interno dell’ azienda e di aderire agli scioperi regolarmente indetti.

I lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o sindacali possono ottenere aspettative e distacchi sindacali.

2 | OBBLIGHI DEL LAVORATORE

Il lavoratore è, d’altra parte, tenuto a usare, nell’espletamento delle sue mansioni, la diligenza richiesta dalla natura delle prestazioni da svolgere e deve osservare le direttive dell’imprenditore e dei propri superiori.

Oltre al suddetto obbligo di diligenza, grava sul lavoratore l’obbligo di fedeltà: il dipendente non può trattare affari in concorrenza con il suo datore di lavoro, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e alla produzione aziendale, o farne uso in maniera da recare danno all’azienda stessa.

In caso di violazione degli obblighi di diligenza e di fedeltà da parte del lavoratore, il datore di lavoro può comminargli sanzioni disciplinari, che vanno dalla multa alla sospensione dal lavoro fino al licenziamento.

Il patto di non concorrenza

Abbiamo visto che l’obbligo di fedeltà che grava sul lavoratore comporta che quest’ultimo non possa svolgere attività in concorrenza con il suo datore di lavoro. Ciò vale naturalmente solo finché quel determinato rapporto di lavoro continua.

Nel momento in cui il rapporto viene a cessare, il divieto di concorrenza viene anch’esso meno e il dipendente è naturalmente libero di cercarsi un altro lavoro e di trovarlo presso la concorrenza. Anzi è normale che ciò avvenga, soprattutto quando il lavoratore è in possesso di specializzazioni tali da far sì che le sue capacità e le sue conoscenze siano richieste soprattutto da aziende che operano nello stesso settore economico del precedente datore di lavoro.

Ad esempio, è normale che un tecnico specializzato nel riparare televisori, una volta risolto il rapporto con la ditta che lo aveva assunto, passi alle dipendenze di un’azienda che svolga analoga attività.

Il datore di lavoro può pretendere che il suo ex dipendente non svolga attività in concorrenza solo in forza di un apposito patto di non concorrenza.

Il patto di non concorrenza, per essere valido, deve:

– risultare da accordo scritto;

– prevedere un corrispettivo, cioè un compenso, adeguato a favore del prestatore di lavoro;

– esplicitare esattamente quali sono le attività che il lavoratore non deve svolgere e specificare in quale settore economico non deve essere esercitata la concorrenza;

– prevedere un vincolo contenuto entro determinati limiti territoriali (ad esempio, entro un determinato Comune);

– prevedere una durata non superiore a 3 anni (5 per i dirigenti).

3 | DIRITTI DEL DATORE DI LAVORO

Il datore di lavoro è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente tutti i collaboratori della stessa.

Gli è riconosciuto un potere disciplinare [1].

Gli obblighi e i diritti del datore di lavoro sono speculari a quelli del lavoratore. Ln correlazione al diritto del lavoratore a ricevere un compenso adeguato sussiste, quindi, l’obbligo del datore di lavoro a corrispondere la retribuzione. Di contro, il dovere di fedeltà del lavoratore coincide con il diritto del datore di lavoro a pretendere dal lavoratore un comportamento improntato a diligenza e lealtà.

4 | OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Il principale obbligo del datore di lavoro consiste naturalmente nel corrispondere le retribuzioni dovute al lavoratore.

L’imprenditore è tenuto a porre in essere tutte le misure che possano garantire l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.

La legislazione relativa alla sicurezza del lavoro [2] prevede una serie di misure e adempimenti che il datore di lavoro deve adottare a garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Il datore di lavoro deve inoltre provvedere al versamento delle contribuzioni relative alle forme di previdenza e assistenza previste obbligatoriamente dalla legge.

note

[1] Previsto dall’art. 2106 cod. civ. e regolamentato dall’art. 7 della legge n. 300/70 (Statuto dei lavoratori).

[2] D.lgs. n. 626/94 e succ. mod. e int.

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6 Commenti

  1. non ho ben capito se con “La retribuzione deve essere proporzionata al lavoro svolto e sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.” singnifica che spendere più di mezzo stipendio per recarsi al lavoro e consumare un pranzo corrisponda ad un’ esistenza libera e dignitosa

  2. Salve, vorrei porre la seguente domanda: sono stata 4 giorni a casa in malattia, regolarmente certificata dal medico. Poi tre giorni prima del mio rientro in uffcio ho chiesto al mio capo se potevo fare per 1 giorno solo al mattino invece che al pomeriggio come mi avrebbe imposto lei. Chiesi di fare quell’ unico giorno al mattino invece che al pomeriggio perché al pomeriggio avrei il mio unico appuntamento extra-lavorativo. Il mio capo mi avrebbe chiesto di fare 1 settimana al pomeriggio invece che al mattino. Completo dicendo il mio orario effettivo: dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 12:00. Sono stata a casa in malattia da martedi 28 marzo a venerdi 31 marzo. Il problema è che lunedi 3 aprile avrei un appuntamento extra lavorativo ed ho chiesto a Mary ( il mio capo ) se potevo solo per lunedi 3 aprile lavorare al mattino. Lei mi ha risposto di no, piuttosto prendi le ferie. Spero di essere stata chiara. Chiedo è legale tutto questo? Può un capo disporre del lavoratore come se fosse un burattino ? Spero di ricevere una risposta quanto prima.

  3. Buonasera, come ci si comporta se una dipendente con la mansioni di “addetta alle vendite” non svolge tale attività correttamente? per la precisione si ricevono lamentele sia telefoniche che verbali dai clienti ( qualcuno ha anche minacciato questa persona con un bastone…) il suo modo di fare d risulta, infatti scortese, sgarbato e denigratorio… il calo della clientela si inizia a vedere. Come ci si comporta in questi casi? C’è qualche ente che possa supportare la salvaguardia di una attività che dura ormai da decenni?

  4. io datore di lavoro a modena posso spostare un lavoratore da una sede di modena a una sede di citta di castello perugia?grzie

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