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Lo sai che? Cani al guinzaglio e imbrattamento

Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 febbraio 2015

Il proprietario dell’animale non è punibile per il reato di imbrattamento se ha la premura di portare con sé dell’acqua nel caso in cui il cane sporchi un muro : la Cassazione ha chiarito che il cittadino diligente che adotta determinate accortezze per rimuovere le deiezioni non commette reato.

 

Il rispetto della proprietà altrui si dimostra anche usando delle premure per evitare che il nostro amico a quattro zampe compia delle azioni dalle conseguenze, per noi che lo portiamo a passeggio, molto spiacevoli.

In una società in cui è comune un senso di protezione verso gli animali domestici, molto spesso a tale sentimento non si accompagna ad un adeguato senso civico: capita purtroppo spessissimo di camminare per le vie urbane per vederle tempestate da deiezioni che sarebbe compito del padrone rimuovere.

Tale condizione di inciviltà (chiamiamola col suo nome) comporta anche delle conseguenze dal punto di vista penale: lasciare infatti che il cane al guinzaglio sporchi con le sue urine o le feci un auto o un muro di casa altrui, costituisce ipotesi di reato di imbrattamento [1].

Questa fattispecie punisce la condotta di chi volontariamente sporchi beni mobili o immobili altrui così come i mezzi di trasporto e prevede come pena la multa o la reclusione.

La Cassazione ha chiarito in una recente pronuncia [2] che il proprietario del cane non risponda del reato in commento se dimostri di adottare quelle misure che possano scongiurare il verificarsi di un danno, come ad esempio portare con sé una bottiglietta d’acqua per pulire dove l’animale rilasci i suoi bisogni.

Un cittadino era stato denunciato dal proprietario di un immobile sottoposto a vincolo architettonico, in quanto il cane del primo aveva fatto i suoi bisogni sul perimetro esterno di detta proprietà ed il proprietario si era ugualmente affrettato ad utilizzare dell’acqua per rimuovere ogni traccia di sporco.

Gli ermellini spiegano infatti che questo atteggiamento dimostra chiaramente come il padrone voglia scongiurare l’ipotesi che dal comportamento del proprio animale, che si sottolinea essere comunque imprevedibile, possano derivare conseguenze spiacevoli per terzi.

 

Proprietari di cani quindi state attenti: il vostro senso civico oltre ad aiutarvi a vivere meglio può risparmiarvi un sacco di guai.

note

[1] Art. 639 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 7082/2015 del 18.02.2015


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1 Commento

  1. Dalla finestra di un palazzo di un condominio è cadutauna statua alta 60 cm. davanti il portone di entrata del palazzo, il 112 si è rifiutato di accertarne la provenienza. Cosa si deve fare?

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