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Processo telematico: la copia di carta resta “di cortesia”

21 Febbraio 2015


Processo telematico: la copia di carta resta “di cortesia”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Febbraio 2015



La responsabilità processuale aggravata non c’entra nulla.

Che senso ha chiamarla copia “di cortesia” se poi è obbligatoria? Evidentemente se n’è accorto lo stesso Presidente del Tribunale di Milano che, ieri, ha preso le distanze dalla sentenza shock con cui era stata condannata a pagare 5mila euro (a titolo di responsabilità aggravata) la parte che non aveva depositato, insieme alle memorie in formato digitale (con Pec), anche la copia cartacea di cortesia per il giudice. Peraltro anche la stessa controparte, dissentendo dall’orientamento del magistrato, aveva dichiarato di rinunciare ad avvalersi del provvedimento: un comportamento ideologicamente corretto, diremmo quasi “di altri tempi”.

Lo scorso 15 gennaio, il Tribunale di Milano, II sez. Civile, in una causa di opposizione allo stato passivo, aveva ritenuto che fosse più che legittimo far pagare una condanna di diverse migliaia di euro al cliente dell’avvocato per solo fatto che quest’ultimo non avesse rispettato il protocollo d’intesa siglato tra COA e i giudici del tribunale nel quale è stabilito che, insieme al deposito telematico di memorie istruttorie e comparse conclusionali, è necessaria anche la copia cartacea “di cortesia” per il giudice. Ne abbiamo parlato in “Processo telematico: responsabilità aggravata se manca la copia cartacea di cortesia”.

Ma proprio ieri, il Presidente del Foro meneghino ha inoltrato una propria dichiarazione in cui conferma lo spirito di “spontanea e utile collaborazione” fra Tribunale e avvocati che ha il Protocollo e ha perciò dichiarato che “appare incompatibile il ricorso a sanzioni processuali pecuniarie, a fronte di difficoltà e incertezze applicative connaturate a…un intervento così ampio e innovativo” come il processo civile telematico.

Insomma, l’allarme per gli avvocati smemorati sembra rientrato. Anche perché, a tutto voler concedere, è difficile inquadrare (e comprendere) il senso della sentenza in commento, posto che la responsabilità processuale aggravata (richiamata dal giudice a sostegno del proprio provvedimento) scatta solo in caso di mala fede o colpa grave di una parte contro l’altra. Invece la semplice omissione non può essere sanzionata così gravemente.

Peraltro, un protocollo di intesa è difficilmente inquadrabile come fonte del diritto e, ancor più, come norma processualistica sulla scorta della quale imporre un provvedimento così limitativo dei diritti.

Al di là della “brutta sentenza”… e di un infarto per la parte, resta però che il provvedimento, se non sarà impugnato, resterà pur sempre un precedente, suscettibile di influenzare altri giudici.

note

Autore immagine: 123rf com


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