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Addebito della separazione al coniuge intollerante e prepotente

22 Feb 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Feb 2015



Illegittima la limitazione di libertà decisionale nei confronti del marito o della moglie: decisioni e scelte sempre in due e mai in modo autoritario.

L’atteggiamento prevaricatore di un coniuge, che limiti o annulli la libertà di opinione, parola e scelta dell’altro, può essere motivo di addebito della separazione. In pratica, le decisioni vanno prese all’unisono e nessuno dei due, all’interno della coppia, può imporre la propria posizione all’altro, limitandone la libertà decisionale.

Con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, alla collaborazione nell’interesse della famiglia, alla coabitazione e all’assistenza morale e materiale.

Per “assistenza morale e materiale” si intende quel comportamento diretto al conforto e aiuto spirituale, alla realizzazione sul piano fisico e morale del coniuge.

Infine entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazioni alle proprie possibilità economiche e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia [1].

Ciò significa che il matrimonio trova fondamento nell’accordo tra coniugi, nell’aiuto reciproco e non già nel comando, nella prevaricazione dell’uno sull’altro.

 

Questo è stato il ragionamento seguito dalla Corte di Cassazione che, in una recentissima sentenza [2], ha ritenuto che costituisse indice di comportamento prevaricatore, assolutamente incompatibile con l’uguaglianza e parità tra coniugi predicata dalla legge, il comportamento di un marito che, nel corso del matrimonio e durante la separazione aveva limitato, con carattere autoritario e intollerante, la libertà di decisione della moglie e qualsiasi contestazione della stessa, al punto che, ai tentativi della donna di esprimere la propria opinione, egli reagiva con offese, attacchi d’ira e violenza.

Di conseguenza, un atteggiamento del coniuge sordo alle valutazioni ed alle richieste dell’altro ed eccessivamente rigido può tradursi nella violazione dell’obbligo sancito dalla legge di concordare l’indirizzo della vita familiare e, in quanto fonte di angoscia e dolore per il partner che subisce tale atteggiamento, nella violazione del dovere di assistenza morale e materiale sancito dal Codice civile.

note

[1] Art. 143 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 753 del 19.01.2015.

Autore immagine: 123rf com


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