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Genitore assente nella vita del figlio: danno risarcito anche dagli eredi

22 febbraio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2015



Il figlio naturale ha diritto al risarcimento dal genitore che lo ha trascurato per tutta vita e dagli eredi di questi in caso di morte: violazione dell’intera sfera di diritti scaturenti dal rapporto di filiazione.

 

Se un genitore abbandona il figlio, privandolo sin da bambino del sostegno morale e delle cure materiali necessarie a una sua serena crescita, quest’ultimo ha diritto al risarcimento per il danno morale conseguente alla privazione affettiva subita. Le responsabilità scaturenti dal ruolo di padre e madre non vengono meno neppure alla morte del genitore.

Lo chiarisce la Cassazione che, con una pronuncia di pochi giorni fa [1], ha riconosciuto a un figlio naturale il diritto di agire nei confronti degli eredi del padre che lo aveva trascurato dalla nascita, al fine di essere da loro risarcito del danno non patrimoniale subito.

La Corte si sofferma a lungo sui presupposti e i risvolti (anche processuali) del danno provocato al figlio in caso di abbandono. Essa precisa, innanzitutto, che ciascun genitore è tenuto al mantenimento, all’educazione, all’istruzione e all’assistenza morale dei figli [2] per il solo fatto che siano venuti al mondo; tale dovere prescinde da qualsiasi domanda giudiziale (come, ad esempio, quella di accertamento di paternità) [3].

Pertanto, anche se uno solo dei genitori abbia riconosciuto il figlio alla nascita, provvedendo in via esclusiva alle sue cure, resta fermo il dovere dell’altro – anche per il periodo che precede la sentenza dichiarativa della paternità o maternità naturale – di ottemperare ai propri doveri di genitore [4] (per un approfondimento sul tema leggi: Figli non riconosciuti: spetta il danno morale e Assistenza familiare: se manca l’affetto il padre risarcisce il minore).

Ricordano, in particolare, i giudici supremi che il disinteresse mostrato dal genitore nei confronti del figlio, se da un lato integra una grave violazione dei doveri di cura e assistenza morale da parte del genitore, dall’altro non può che provocare una inevitabile e profonda lesione di tutti i diritti del figlio nascenti dal rapporto di filiazione: ferita, destinata ad incidere in modo permanente nella vita del soggetto che ha subito l’abbandono.

Si pensi, solo per fare degli esempi, all’insicurezza vissuta nelle relazioni sociali o alla sensazione che la famiglia non possa rappresentare un punto di riferimento nei momenti difficili della vita: ripercussioni psicologiche così profonde che, tra l’altro – lo ricordiamo – la stessa Cassazione, in una recente pronuncia, aveva parificato la sofferenza legata all’assenza del genitore nella vita del figlio a quella della perdita dovuta alla sua morte, ritenendo applicabili, ai fini della liquidazione del danno morale, le tabelle relative alla perdita di un familiare (per un approfondimento leggi l’articolo: “Condanna per il genitore che abbandona il figlio”).

La Corte precisa, inoltre, che il risarcimento del danno morale spettante al figlio e dovuto, in caso di morte del genitore, dagli eredi di questo, raccoglie in sé il complesso insieme dei diritti che sorgono già dalla sua nascita (che vanno ben al di là del solo mantenimento economico) e ben si inquadra nella nozione di danno endofamiliare [5]; quando, infatti, vengono lesi diritti della persona rientranti nell’ambito dei rapporti familiari (quale, ad esempio, quello all’onore e alla dignità del coniuge in caso di infedeltà), chi ha subito il danno può ricorrere a strumenti non strettamente legati al diritto di famiglia (come può esserlo, ad esempio, la richiesta di addebito nel giudizio di separazione).

Nello specifico, la violazione dei diritti del figlio (riconosciuti dalla Costituzione e dalle leggi internazionali recepite dal nostro ordinamento [6]), fa ricadere il comportamento del genitore assente nella sua vita nell’ambito dell’illecito civile; il danneggiato matura, così, il diritto di promuovere un’autonoma domanda giudiziaria (perché estranea al procedimento familiare in senso stretto) per ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale [7].

La vicenda

Nel caso in esame, la Cassazione ha confermato la condanna inferta agli eredi (moglie e figlia legittima) di un uomo a risarcire 50000 euro alla figlia naturale di questo, la quale per tutta la sua vita non aveva ricevuto dal genitore il necessario sostegno morale e materiale.

note

[1] Cass. sent. n. 3079/2015 del 16.02.15.

[2] Art. 147, 148, 261 cod. civ.

[3] Cfr. Cass. 23630/09.

[4] Cfr. Cass. sentt. n. 7386/03; n. 2328/06; n.5652/12; n. 26205/13.

[5] Ampiamente enucleato nel novero degli illeciti da diverse pronunce di legittimità: Cass. n. 18853/11; 5652/12; 26205/13.

[6] Artt. 2 e 30 Cost., art 24 Carta di Nizza, art. 5 del 7° Protocollo addizionale alla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, Convenzione di New York.

[7] Ai sensi dell’art. 2059 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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