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Miscellanea La privacy batte Google

Miscellanea Pubblicato il 21 febbraio 2015

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> Miscellanea Pubblicato il 21 febbraio 2015

Il colosso si adeguerà alle misure richieste dal Garante a tutela della privacy.


Nel luglio 2014 il Garante della Privacy italiano aveva adottato un provvedimento [1] nei confronti della società di Google. L’obiettivo era quello di aumentare le tutele per i navigatori che decidono di utilizzare il motore di ricerca e tutti gli altri servizi del colosso americano [2].

Oggi la società americana ha risposto positivamente alle richieste formulate dal Garante italiano (primo in Europa sul punto) e ha predisposto un protocollo che l’Autorità italiana ha approvato ritenendolo efficace.

Google si impegna su due fronti.

Il primo è quello di adottare tutte le misure a tutela della privacy degli utenti italiani prescritte dal Garante per la protezione dei dati personali.

Il secondo, e in questo sta la vera grande novità, è che il motore di ricerca dovrà assoggettarsi a verifiche periodiche del Garante per controllare l’avanzamento dei lavori di adeguamento della propria piattaforma alla normativa nazionale.

A questo punto si passa alla fase pratica, in cui le prescrizioni impartite dal Garante a Google vengono effettivamente realizzate, secondo un percorso a tappe che si concluderà a gennaio 2016.

Il documento approvato dal Garante prevede che ogni tre mesi Google fornisca degli aggiornamenti precisi sullo stato di avanzamento dei lavori e, soprattutto, la possibilità per l’Autorità di effettuare presso la sede americana di Google verifiche operative. Il Garante potrà quindi sempre valutare se le misure e gli accorgimenti tecnici implementati da Google siano conformi alla disciplina italiana monitorando costantemente le modifiche che Google apporta ai trattamenti dei dati personali degli utenti che usufruiscono dei suoi servizi.

È allora importate capire cosa in concreto Google si è impegnata a fare. Ci sono quattro profili rilevanti:

– Informativa sulla privacy

La società dovrà migliorare la privacy policy, rendendola chiara, accessibile e soprattutto differenziandola in base ai servizi offerti.

Le regole di privacy di Gmail, ad esempio, devono essere ben distinte da quelle di altri servizi come Maps o Google+ in quanto trattasi di funzioni diverse che trattano dati diversi. Una miglior gestione della privacy va a vantaggio tanto della società (che diminuisce il rischio di azioni legali) quanto degli utenti, che vedono più tutelata la propria posizione.

Si è stabilito che la nuova informativa dovrà includere, tra l’altro, tra i dettagli sulle finalità e modalità del trattamento dei dati degli utenti, riferimenti specifici ad eventuali profilazioni effettuate mediante l’incrocio dei dati tra diversi servizi.

Devono poi essere fornite informazioni precise per l’utilizzo dei cookie e di altri identificativi tra cui quello che si definisce “fingerprinting” e cioè la raccolta e l’archiviazione di informazioni sulle modalità di utilizzo del terminale da parte dell’utente [3].

Si verrà poi a creare un vero e proprio archivio con le precedenti versioni del testo dell’informativa, così da consentire agli utenti di verificare le varie modifiche apportate nel corso del tempo.

– Consenso dell’utente

Per poter profilare chi utilizza i suoi servizi, Google dovrà prima ottenerne il consenso informato e questo sia per i nuovi account, sia per quelli già esistenti. Le attuali misure non sono infatti state ritenute sufficienti dal Garante e spetta alla società statunitense attivarsi al riguardo.

Si prevede inoltre di dare piena attuazione al provvedimento generale adottato dal Garante nel maggio 2014 relativo all’uso dei cookie e alle altre modalità di tracciamento degli utenti, inclusi quelli che non si sono registrati presso i servizi della società, ma usufruiscono comunque dei suoi servizi.

A tutti gli interessati dovrà comunque essere garantito il fondamentale ed imprescindibile diritto di opporsi al trattamento dei propri dati per finalità di profilazione.

– Conservazione e cancellazione dei dati

La multinazionale statunitense dovrà intervenire sulle modalità di conservazione e di cancellazione dei dati personali degli utenti, migliorandole ulteriormente. Si richiedono, in particolare, tempi certi per la cancellazione dei dati, sia online sia archiviati su sistemi di backup.

In questo modo ogni utente saprà con certezza che nessun suo dato è più in possesso del colosso americano.

Un intervento notevole dovrà anche essere operato sulle le regole interne relative all’anonimizzazione, affinché la procedura adottata sia realmente efficace e conforme alle indicazioni già fornite dai diversi Garanti europei.

– Richieste di rimozione delle informazioni dai risultati di ricerca da parte degli utenti

Google si impegna a migliorare le procedure e lo scambio di informazioni per le richieste di rimozione che ha ricevuto da parte degli utenti italiani, così da poter monitorare le modalità di applicazione del cosiddetto diritto all’oblio [4].

di ANDREA PASSANO

note

[[1]] Già analizzato https://www.laleggepertutti.it/53968_garante-della-privacy-vs-google-piu-tutele-per-chi-naviga .

[2] Si possono citare, solo per ricordare i servizi più diffusi legati al colosso, Gmail, Youtube, Google Maps, Google News e Google+.

[3] Dal modo in cui un dispositivo viene usato si possono infatti comprendere moltissimi dati sull’utente, ad esempio la sua professione, i suoi hobby e le sue preferenze di acquisto.

[4] E di cui si è parlato qui: https://www.laleggepertutti.it/77835_google-non-riconosce-il-diritto-alloblio-sul-com ; https://www.laleggepertutti.it/60989_diritto-alloblio-e-cancellazione-link-garante-della-privacy-e-google ; https://www.laleggepertutti.it/53405_diritto-alloblio-esiste-davvero .

Il garante della Privacy, primo in Europa, ha convenuto con Google una serie di interventi, cui il colosso si impegna, in grado di garantire meglio la riservatezza degli utenti italiani.


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