Business | Articoli

Congedo maternità: estensione per il parto fortemente prematuro

29 Aprile 2016
Congedo maternità: estensione per il parto fortemente prematuro

L’INPS fornisce direttrici operative del congedo esteso: è permessa anche la sospensione del congedo quando i figli sono ricoverati e chi non ne ha usufruito può richiedere rimborso.

L’INPS fornisce le descrizioni operative [1] per l’applicazione delle novità in materia di congedi di maternità introdotte nel 2015 [2], che prevedono che si possa fruire di un congedo obbligatorio particolarmente lungo nel caso di parti fortemente prematuri.

Come è noto la normale durata dell’astensione obbligatoria sarebbe di 5 mesi, così composti:

  • 2 mesi prima del parto e 3 dopo il parto,

o per esplicita scelta dalla partoriente e con il consenso del medico (flessibilità):

  • 1 mese prima del parto e 4 dopo.

Con la nuova normativa si prevede che il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro possa essere superiore al limite standard ma solo nel caso di “parti fortemente prematuri“. Vediamo di cosa si tratta.

Cosa si intende per parto fortemente prematuro

Con l’espressione “parto fortemente prematuro“, si intende quello che avviene prima dei due mesi antecedenti la data presunta.

Ma andiamo con ordine: al momento dell’ecografia del primo trimestre, il ginecologo stimerà la data del parto. Quella data sarà la cosiddetta “data presunta” ovvero la data in cui scadranno le 40 settimane di gestazione.

Questa data, la data presunta del parto, sarà un riferimento per la gestante per tutta la documentazione amministrativa che dovrà essere prodotta in questo periodo (incredibilmente emozionante e al contempo particolarmente gravoso da un punto di vista della burocrazia).

In base alla data presunta del parto si richiederà difatti all’INPS di entrare in astensione obbligatoria. Trattandosi di un istituto appunto obbligatorio (la ratio è di proteggere il feto), l’adempimento deve essere effettuato entro i 2 mesi precedenti alla data presunta. Quindi supponendo una data presunta al 20 ottobre, l’adempimento dovrà essere effettuato entro il 20 agosto e da quel giorno la gestante dovrà restare a riposo.

Nella nuova normativa si introduce un maggiore dettaglio che riguarda il parto fortemente prematuro ovvero, come accennato, con un anticipo di più di due mesi alla data presunta, nel nostro esempio con una data presunta al 20 ottobre è un parto fortemente prematuro un parto che avvenga il 19 agosto (o precedentemente a tale data). In tali casi il congedo consiste nei tre mesi successivi al parto, più tutti i giorni tra la data presunta e quella effettiva. Se il parto avviene invece con un anticipo fino a due mesi (dunque “prematuro” ma non “fortemente prematuro”), il congedo consiste nei tre mesi dopo l’evento più i giorni precedenti al parto non goduti (per un totale dunque di 5 mesi e nulla cambia rispetto alla normativa precedente).

Facciamo un esempio pratico, riprendendo quanto accennato sino ad ora.

Parto fortemente prematuro (oltre 2 mesi di anticipo sulla data presunta)

  • Data parto presunta 20 ottobre 2016
  • Data parto effettiva 30 luglio 2016
  • Durata del congedo Dal 30 luglio 2016 al 20 gennaio 2017
  • La durata è determinata dai 3 mesi successivi al parto + 62 giorni precedenti il parto previsto + 19 giorni intercorrenti tra il parto effettivo e quello presunto

Parto prematuro (massimo 2 mesi di anticipo sulla data presunta)

  • Data parto presunta 20 ottobre 2016
  • Data parto effettiva 31 agosto 2016
  • Durata del congedo dal 31 agosto 2016 al 21 gennaio 2017
  • La durata è determinata dai 3 mesi successivi al parto + 51 giorni di congedo pre-parto non fruiti (dall’1 settembre al 20 ottobre).

Quando si applica la normativa del parto fortemente prematuro?

La circolare [1] stabilisce che le nuove regole siano applicabili anche alle nascite avvenute prima del 25 giugno 2015 (data di entrata in vigore del provvedimento) qualora il congedo si sia protratto oltre. Se la lavoratrice si è effettivamente astenuta con la durata “estesa” e il datore di lavoro ha in effetti conteggiato tutto il periodo, allora quest’ultimo potrà portare a conguaglio le indennità anticipate.

Nel caso che il calcolo sia stato effettuato con le vecchie regole, invece, la lavoratrice può chiedere il ricalcolo dell’indennità. L’indennizzo di tali giorni ulteriori è possibile, tuttavia, solo a condizione che la lavoratrice, nei giorni indennizzabili, si sia effettivamente astenuta dal lavoro senza soluzione di continuità, eventualmente anche ad altro titolo (ad es. a titolo di congedo parentale o ferie).

L’istanza per ottenere il ricalcolo dell’indennità, ad integrazione della domanda on line già inviata dalla lavoratrice, va presentata dalla lavoratrice stessa alla Sede INPS competente, oppure inoltrata alla Sede tramite PEC (non è valida l’e-mail ordinaria) o in modalità cartacea (raccomandata A/R), richiamando il numero di protocollo della domanda di maternità effettuata on line.

Congedo sospeso per ricovero del figlio nato

La circolare citata [1] prevede anche la possibilità di sospendere e quindi rinviare il congedo di maternità nel caso in cui il figlio nato sia ricoverato in una struttura pubblica o privata. La novità è valida per le lavoratrici dipendenti del settore privato e pubblico e per quelle iscritte alla gestione separata Inps.

La normativa vale sia per i figli nati, sia per quelli adottati o affidati a partire dal 25 giugno 2015.

In caso di sospensione del congedo la madre riprenderà l’attività lavorativa (anche in data successiva a quella del ricovero) e la sospensione inizia da quella data.

La ripresa del congedo, invece, può coincidere con la data di dimissioni del bambino o essere antecedente.

Come fruire della sospensione del congedo di maternità

Al fine di poter fruire della sospensione, la lavoratrice dovrà comunicare alla struttura territoriale INPS la data di stop e quella di ripresa. Allo stesso tempo dovrà essere dichiarata sotto la propria responsabilità di aver comprovato all’azienda il ricovero del figlio e l’idoneità a riprendere l’attività, utilizzando un modello apposito, allegato alla circolare che vi segnaliamo in nota [1],  che deve essere spedito con posta elettronica certificata o per posta tradizionale.


note

[1] INPS, circ. 69/2016

[2] DL 80/2015


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube