Atti giudiziari e multe non più tramite Poste Italiane

22 Febbraio 2015


Atti giudiziari e multe non più tramite Poste Italiane

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Febbraio 2015



Notifica: il ddl Concorrenza elimina l’esclusiva sulla spedizione dei plichi del tribunale e delle sanzioni amministrative.

 

Poste Italiane sta per perdere uno storico monopolio: quello della notifica degli atti giudiziari e delle sanzioni. Ma procediamo con ordine.

 

Tutti sanno che la notifica degli atti giudiziari, delle multe o di qualsiasi altra sanzione è nulla se effettuata coi servizi di poste private. E questo perché solo i postini del servizio di Poste Italiane sono – in quanto addetti a pubblico servizio – muniti dei poteri atti a garantire prova certa (la cosiddetta pubblica fede) di quanto da questi attestato nelle relate di notifica o nel registro delle consegne delle raccomandate a.r. La conseguenza è che se una contravvenzione per violazione del codice della strada viene notificata, per esempio, dal corriere di TNT è nulla e può essere impugnata davanti al giudice.

Ebbene, questa “esclusiva” sta per cadere. Infatti, nel disegno di legge sulla Concorrenza, approvato l’altro ieri dal Consiglio dei Ministri in via definitiva, è contenuta una norma di portata storica, che elimina la riserva di Poste Italiane sulla spedizione degli atti giudiziari e delle notifiche delle sanzioni da parte della Pubblica Amministrazione. La conseguenza sarà, molto probabilmente, che vedremo il corriere portarci a casa una multa stradale, un atto di citazione, una sentenza, un atto di appello, un decreto ingiuntivo, la sanzione del Prefetto o – chi lo sa, forse un giorno – anche una cartella di Equitalia.

Con l’abrogazione della riserva postale – si legge nella bozza che ora passerà per l’approvazione alle Camere – vengono aperti alla concorrenza i servizi inerenti le notificazioni di atti a mezzo posta e le comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari [1] nonché i servizi inerenti le notificazioni a mezzo posta di sanzioni amministrative [2].

Il superamento della riserva serve anche all’Italia a regolarizzare la propria situazione nel panorama europeo dei servizi postali: oltre al nostro Paese, una riserva di legge sul recapito degli atti giudiziari è presente infatti soltanto in Portogallo e Ungheria, mentre 25 dei 28 Stati membri dell’UE hanno provveduto a liberalizzare tale segmento in coerenza con la Terza Direttiva postale.

L’eliminazione della residua area di riserva è inoltre funzionale al processo di privatizzazione di Poste Italiane, in quanto consente di rimuovere un elemento potenzialmente lesivo della concorrenza, la cui permanenza mal si concilia coi cambiamenti connessi all’ingresso di soci privati nel capitale di Poste Italiane.

 

ALTRE MISURE

Il ddl Concorrenza contiene, inoltre, numerose misure di particolare interesse, in parte del recepimento delle raccomandazioni dell’Antitrust, in parte ripescaggio di vecchie norme del decreto “Destinazione Italia” che, due anni fa, non avevano superato il vaglio del Parlamento.

Tra tali misure si contano le liberalizzazioni nell’ambito delle professioni legali e notarili, nonché le misure volte a ottenere maggiore concorrenza nell’Rc-Auto. Per una lista dettagliata visita la pagina sul Ddl Concorrenza.

Oltre a tutto ciò, ecco le ulteriori misure che, di certo, potrebbero cambiare gli scenari del mercato nel nostro Paese.

ENERGIA ELETTRICA-GAS

Per quanto riguarda i contratti per la fornitura di gas, verrà gradatamente eliminato il mercato “tutelato” a partire dal 2018 e resteremo tutti con il mercato libero, almeno per quanto riguarda il settore domestico (prezzi fissati dall’Autorità per l’Energia per i consumatori che non hanno scelto un fornitore sul libero mercato).

L’obiettivo è quello di superare l’attuale disciplina transitoria della “maggior tutela”, in virtù della quale i consumatori domestici di gas e i piccoli consumatori industriali e domestici di energia elettrica, qualora non abbiano scelto un fornitore sul mercato libero, sono approvvigionati a condizioni stabilite trimestralmente dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. A quasi vent’anni dall’avvio della liberalizzazione nel settore (iniziata col cosiddetto Decreto Bersani del 1999 per l’energia elettrica e col c.d. Decreto Letta del 2000 per il gas) pare che il mercato abbia raggiunto un sufficiente grado di maturità per poter distinguere il sostegno alle famiglie in condizioni disagiate, che viene confermato attraverso gli strumenti esistenti del bonus elettrico e del bonus gas, da una forma generalizzata di “tutela” per tutti i consumatori di piccole dimensioni.

CARBURANTI

Si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di norme discriminatorie ad esempio a carico dei nuovi entranti.

BANCHE

Per garantire la piena mobilità della domanda vengono previste norme come:

– i costi delle chiamate ai call center per l’assistenza ai clienti non potranno avere un costo superiore a quello previsto dalla compagnia telefonica per l’ordinaria chiamata urbana;

– saranno introdotti strumenti di comparabilità delle offerte di servizi tra i vari contratti bancari;

– un apposito sito Internet dovrà garantire la trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie ai contratti di finanziamento e ai mutui.

note

[1] Di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890.

[2] Di cui all’art. 201 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Autore immagine: 123rf com


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