Donna e famiglia Maternità: come cambia dal 2015. Congedi anche alle lavoratrici autonome

Donna e famiglia Pubblicato il 22 febbraio 2015

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Permessi più ampi: nuovo congedo di tre mesi alle donne vittime di violenza.

La riforma del lavoro, attuata con il primo dei decreti legislativi di attuazione del Job Act, tocca anche la disciplina dei congedi per maternità.

Il testo, appena approvato dal Consiglio dei Ministri, passa ora al vaglio delle Camere. Si tratta di un insieme di norme che va ad aggiornare il testo unico del 2001 sulla maternità [1].

Ecco le misure più rilevanti contenute nella riforma.

Allungamento del periodo di congedo

Vengono allungati i termini dei diritti di sospensione dall’attività lavorativa per l’assistenza dei figli naturali o adottivi. Il lavoratore potrà usufruire del congedo parentale fino al dodicesimo anno di età del figlio (attualmente è fino all’ottavo).

L’estensione del trattamento economico collegato al congedo (pari al 30% dello stipendio nel semestre) passa ai primi 6 anni (attualmente è di 3).

Il dipendente potrà scegliere di fruire del congedo anche su base oraria con una forma di part time al 50%.

Lavoratrici autonome

L’indennità di maternità viene estesa anche alle lavoratrici autonome e del settore agricolo nonché alle professioniste.

Viene inoltre prevista una novità: il congedo di tre mesi potrà essere chiesto anche dalle donne vittime di violenza di genere (anche in questo caso con possibile fruizione in part time al 50%).
Le misure hanno carattere sperimentale per il solo 2015.

note

[1] D.lgs. n. 151/2001.

Autore immagine: 123rf com


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