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Lo sai che? Pensione anticipata forzata: dipendenti pubblici e cessazione d’ufficio

Lo sai che? Pubblicato il 22 febbraio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 febbraio 2015

Ricambio generazionale e pensione non prima di 62 anni: analizziamo le ultime modifiche alla disciplina della risoluzione unilaterale del rapporto, nella Pubblica Amministrazione, alla luce delle recenti spiegazioni fornite dal Ministro per la Semplificazione.

Dopo tanti anni di blocco delle assunzioni, all’interno degli enti pubblici, finalmente le linee programmatiche paiono mutate e volte ad un ricambio generazionale, auspicato da tempo. Giovedì scorso, difatti, è stata pubblicata un’importante circolare della Funzione Pubblica [1], che chiarisce il contenuto degli ultimi interventi legislativi, in materia di cessazione del rapporto lavorativo su iniziativa dell’Amministrazione.

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che, dallo scorso giugno [2], nel settore pubblico, l’istituto del trattenimento in servizio è stato abolito, così come è stata riformulata la risoluzione unilaterale del rapporto per il raggiungimento dei limiti di età e di contribuzione.

A tal proposito, la circolare illustra le recenti modifiche, fornendo un’esaustiva interpretazione della normativa. Tre sono le ipotesi di pensionamentoforzato” da parte dell’Ente Pubblico: due obbligatorie, applicabili verso chi abbia maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia, ovvero il diritto alla pensione anticipata, avendo raggiunto il limite d’età ordinamentale (previsto dai singoli settori d’appartenenza); una rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione, volta a chi abbia raggiunto i parametri previsti dalla “Riforma Monti Fornero”[3] per la pensione anticipata.

Quest’ultima casistica, tuttavia, presenta delle particolarità: difatti, la circolare chiarisce che, anche qualora il dipendente abbia raggiunto i requisiti per la pensione anticipata (nel 2015, 42 anni + 6 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni + 6 mesi per le donne), potrà essere collocato a riposo d’ufficio solo al raggiungimento dei 62 anni d’età (parametro previsto dalla Riforma Pensionistica per percepire il trattamento anticipato senza penalizzazioni).

La Legge di Stabilità 2015 [4], nonostante abbia abolito le decurtazioni percentuali dell’assegno di pensione anticipata (sino al 31.12.2017), non ha comportato modifiche alla disciplina della cessazione unilaterale dal servizio, che resta, pertanto, applicabile solo al compimento del sessantaduesimo anno d’età.

Per quanto concerne le ipotesi al di fuori del pensionamento anticipato, proseguire il rapporto di lavoro oltre il limite d’età ordinamentale (oppure oltre l’età prevista per il trattamento di vecchiaia) sarà permesso solo per garantire la maturazione dei requisiti minimi (20 anni di contributi) per l’accesso alla pensione; in ogni caso, non si potrà superare il settantesimo anno di età (parametro che dovrà essere periodicamente adeguato alla speranza di vita).

I requisiti post Riforma Monti Fornero non devono essere rispettati in tutte le cessazioni d’ufficio: infatti, per i soggetti in possesso della quota 96 al 31.12.2011 (con almeno 60 anni d’età e 35 di contribuzione), sono sufficienti 40 anni di contributi (parametro previsto per la vecchia pensione d’anzianità).

Per quanto riguarda il computo i periodi utili al raggiungimento della pensione, dovrà essere considerata tutta l’anzianità contributiva accreditata , non solo quella accantonata presso l’ex Inpdap; nel caso di contributi versati in diverse gestioni, il dipendente, per valorizzarli tutti, senza oneri, ai fini del diritto e della misura del trattamento, potrà utilizzare gli istituti della totalizzazione o del cumulo contributivo.

In conclusione, dalle disposizioni emerge certamente una ratio volta al rinnovamento dei dipendenti pubblici, avvalorata dai chiarimenti forniti. Tuttavia, i provvedimenti indicati appaiono incisivi in maniera limitata: ad esempio, per garantire un turnover maggiormente efficace, sarebbe stato opportuno il pensionamento “forzato” di tutti coloro che abbiano maturato i requisiti della pensione anticipata, a prescindere dall’età, almeno sino al 31.12.2017 (data ultima per fruire del trattamento senza penalizzazioni per chi non avesse compiuto 62 anni). Ad ogni modo, per quanto non rivoluzionario, si tratta comunque di un buon inizio per il processo di ringiovanimento della Pubblica Amministrazione.

Le ipotesi di cessazione d’ufficio dal servizio sono le seguenti:

1 – Dipendente che ha raggiunto il limite ordinamentale e l’età per la pensione di vecchiaia (66 anni + 3 mesi nel 2015), ed almeno 20 anni di contribuzione: cessazione obbligatoria.

2 – Dipendente che ha raggiunto il limite ordinamentale e la contribuzione per la pensione anticipata (nel 2015, 42 anni + 6 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni + 6 mesi per le donne): cessazione obbligatoria.

3 – Dipendente che ha raggiunto la contribuzione per la pensione anticipata (nel 2015, 42 anni + 6 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni + 6 mesi per le donne), ed ha compiuto 62 anni: cessazione a discrezione dell’ente.

note

[1] Circ. Min. per la Semplificazione e la P.A. n. 2 del 19/02/2014 .

[2] Art. 1 D.L. 90/2014.

[3]Art. 24, Co. 10-12, D.L. 201/2011.

[4]Art. 113, L. 190/2014

Autore immagine: 123rf com


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6 Commenti

  1. io o 59 anni di eta’ e 37 anni di contributi,sono dipendente publico,o parecchi malanni,tipo 2 infotuni sul lavoro con un danno fisico del 10 x cento riconosciuto dall’inail,non ci vedo di un’occhio e poco da quell’altro,insomma volevo capire cosa posso fare grazie-santo-ps——-io sono stato assunto con la legge degli invalidi civili——-aspetto risposta grazie—-

  2. INPS–INPDAP ecc,, uniti unico calderone fino ad oggi 2015, MIO ZIO QUALE LAVORATORE POSTE ITALIANE CHE PER INVALIDITA’ TOTALE SOPRAGGIUNTA ORAMAI DA 3 ANNI, HA LASCIATO IL LAVORO, MA HA LAVORATO DAL SETT.1974 A DICEMBRE 2012 CON TUTTI I CONTIBUTI VERSATI. A QUALE EMENDAMENTO O LEGGE DEVE RIVOLGERMI PER AVERE LA PENSIONE CON I SUOI 37,ANNI E 9 MESI DI CONTRIBUTI VERSATI? COME SARA’ CONTEGGIATA LA PENSIONE , E QUALE ETA’ OCCORRE PER AVERLA — DEVE CURARSI E UN INVALIDO TOTALE COME PUO’ CAMPARE CON 290 EURO AL MESE SENZA ACCOMPAGNAMENTO?? QUALI NUOVE LEGGI SONO STATE EMANATE FINO AD OGGI MARZO 2015, PER CASI COME QUALLO DI MIO ZIO.— VI PREGO RISPONDETEMI NON POSSIAMO SOSTENERE LE SPESE PER LE CURE CHE NON SONO MUTUABILI E QUELLE PREVISTE PER UN TRAPIANTO CHE POTREBBE FARLI MUOVERE ALMENO LE BRACCIA .. RINGRAZIO E CON FERVIDA ATTESA ATTENDO UNA VS RISPOSTA VIA E-MAIL. A sances.corrado@virgilio.it

  3. Sono un Docente di Tecnologia ( Scuola Secondaria 1′ grado) che al 31/08/2015 compie 38 anni di servizio e 61 anni d’età. Posso usufruire del
    Re pensionamento ai sensi della legge 56/2014 e legge 190/2014.
    Prof. Arturo Marr

  4. mia moglie ha problemi al cuore diagnosticati dal cardiologo dopo risonanza magnetica con contrasto: valvola mitralica da sostituire e atrio ventricolare sx ingrossato, adesso sta facendo le cure in attesa di essere sottoposta a operazione.
    Il cardiologo gli ha detto che il lavoro che fa non può più farlo.
    Mia moglie lavora presso un maglificio tessile con mansioni di operaia tessile alzando pezze finite dal peso di 20-22kg. contributi versati 38 anni e 6 mesi.
    Il medico del lavoro della ditta ha fatto presente al datore di lavoro che è inabile a questo tipo di lavoro. Dato che a questo punto deve chiedere la pensione anticipata, come gli viene calcolata? Avrà anche in questo caso penalizzazioni non dovute da lei ma per problemi cardiaci?
    Spero in una vostra risposta in quanto non so come funziona la pensione anticipata in questo caso.
    Vi ringrazio anticipatamente.
    EMAIL: lino230756@gmail.com

  5. La circolare Madia parla di di pensione obbligatoria in caso di raggiungimento di età che eguaglia il limite ordinamentale e maturazione del diritto alla pensione anticipata, in ciò creando confusione volendo – ritengo – intendere i 41/42 anni e 10 mesi di contributi (che come noto è cosa diversa dal diritto). Diversamente si verrebbe penalizzati dal divieto di prosecuzione

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