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Slitta il processo amministrativo digitale con il Milleproroghe. Le date del PCT

22 febbraio 2015


Slitta il processo amministrativo digitale con il Milleproroghe. Le date del PCT

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 febbraio 2015



Ancora 4 mesi di tempo: ecco cosa, nel frattempo, conviene che l’avvocato sappia.

Processo telematico: il decreto Milleproroghe contiene un nuovo, ulteriore, rinvio. Questa volta a slittare è il processo amministrativo digitale [1] la cui entrata sarà varata il prossimo 1° luglio (inizialmente doveva essere il 1° gennaio 2015).

Per chiarire la questione, fare anche il punto del processo civile telematico e, in definitiva, comprendere – in questo guazzabuglio di date – a cosa l’avvocato deve prepararsi abbiamo intervistato l’avv. Mirco Minardi, avvocato di Ancona, ed esperto del settore.

L’avv. Minardi è anche direttore responsabile del blog Lexform.it [2], un portale ormai punto di riferimento per il nuovo “legale telematico”.

LLpt: Avv. Minardi, ci può chiarire cosa, in particolare, cosa slitta al 1/7/15?  

Lo slittamento riguarda il processo amministrativo, in quanto il decreto Milleproroghe ha differito al 1° luglio 2015 l’entrata in vigore della nuova versione del comma 2 bis dell’art. 136 c.p.a. (codice del processo amministrativo), in base al quale tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale. Pertanto per la digitalizzazione completa del processo amministrativo occorrerà aspettare ancora un po’.

Va peraltro evidenziato che anche in questo processo è iniziata la digitalizzazione, visto che le comunicazioni al difensore sono fatte all’indirizzo di posta elettronica certificata, esattamente come nel processo civile. Non solo. Il comma secondo dell’art. 136 c.p.a. stabilisce che i difensori costituiti debbano fornire copia in via informatica di tutti gli atti di parte depositati e, ove possibile, dei documenti prodotti e di ogni altro atto di causa. Il citato art. 2-bis, nella versione ancora in vigore, stabilisce poi che tutti gli atti e i provvedimenti dei soggetti del processo “possano” essere sottoscritti con firma digitale. Dal 1° luglio prossimo quel “possono” diventa un vero obbligo.

Dunque già oggi è possibile il deposito telematico di atti e provvedimenti nel processo amministrativo?

 

In verità no, per la semplice ragione che non sono mai state emanate le regole tecniche, per cui la norma è rimasta lettera morta.

Cosa cambierà a luglio 2015 per il processo civile e per quello amministrativo?

 

È bene precisare che nulla cambia per il processo civile telematico che viaggia ormai spedito dal 31 dicembre 2014. Ricordo, infatti, che dal 30 giugno 2014 è obbligatorio il deposito in forma telematica di tutti gli atti, che per comodità si definiscono – con una terminologia impropria “endoprocessuali” -, delle cause civili contenziose e di volontaria giurisdizione introdotte da quella data, mentre dal 31 dicembre 2014 detto obbligo è stato esteso anche alle cause introdotte fino al 29 giugno 2014.

Dal 1° marzo 2015, inoltre, le procedure esecutive dovranno obbligatoriamente essere iscritte telematicamente.

Infine, dal 30 giugno 2015 il processo civile telematico riguarderà anche tutte le corti d’appello.

Per quello amministrativo sarà una vera rivoluzione, anche perché allo stato non esiste una norma che differenzi gli atti introduttivi da quelli endoprocessuali. Pertanto, a differenza del processo civile, il processo amministrativo potrebbe essere telematico sin dalla notifica dell’atto introduttivo, salvi ovviamente i casi in cui la notifica debba effettuarsi ad una parte privata priva di un indirizzo PEC inserito in un elenco pubblico. Vedremo se nel frattempo verranno emanate norme chiarificatrici.

C’è qualche consiglio di carattere pratico che Lei si sente di dare agli avvocati per prepararsi alla prossima scadenza?

 

Il consiglio è di non arrivare impreparati. Bisogna far pratica con questo nuovo strumento, il redattore, con i dispositivi di firma, con la pec e soprattutto disporre di uno scanner veloce. È poi importante conoscere  la differenza tra i vari formati di firma, sapere come si apre un file firmato in CADES, come si convertono i file, come si riduce la loro dimensione, ecc. Insomma, anche l’amministrativista deve diventare telematico.

note

[1] L’art. 2, lett. B modifica l’art. 38, comma 1-bis sostituendo le parole “1° gennaio 2015” con le parole “1° luglio 2015”.

[2] Ha scritto per la Giuffrè “Le trappole del processo civile”, 2010, L’appello civile: vademecum”, 2011; “Gli strumenti per contestare la ctu”, 2013.


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