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Furto: non si punisce la lattina di una bibita aperta nel supermercato

22 Febbraio 2015
Furto: non si punisce la lattina di una bibita aperta nel supermercato

La linguetta non è un sigillo: necessaria la querela di parte.

Un caso giudiziario “da manuale” quello consumatosi, di recente, presso la Corte di Appello di Torino. L’imputato, giudicato colpevole di furto per aver bevuto una lattina di una bevanda all’interno di un supermercato, è stato dichiarato innocente per un cavillo “giuridico”.

In buona sostanza, dopo essere stato smascherato dalle telecamere, l’uomo è stato consegnato, dai proprietari dell’esercizio commerciale, alle autorità.

Processato e condannato in primo grado, l’avvocato dell’imputato ha presentato appello al termine del quale, invece, è stato assolto. E questo perché il giudice di secondo grado ha ritenuto che la “linguetta” metallica della lattina di una bibita non costituisca un sigillo. Pertanto non di furto aggravato si può parlare (per il quale è possibile procedere d’ufficio), ma di tentato furto “semplice”, per punire il quale è necessaria la querela della parte lesa. Querela che, evidentemente, non c’era stata perché il titolare del supermercato si era limitato a chiamare la polizia, senza poi preoccuparsi di chiedere, in prima persona, la punizione del colpevole. Insomma, il ladro non poteva essere processato per mancanza di interesse da parte della vittima.

Ma per arrivare a tanto si sono dovuti consumare due gradi di giudizio, carte, risorse giudiziarie. Il tutto per una bibita gassata. Sarcastico, allora, il commento dell’avvocato dell’imputato: “Non era sufficiente fargliela pagare?”.



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1 Commento

  1. DATE DA BERE AGLI ASSETATI.Un escamotage che tentai fu il reato impossibile. Il secondo comma dell’art. 49 c.p. (reato impossibile) stabilisce che “la punibilità è esclusa quando, per la inidoneità dell’azione , è impossibile l’evento dannoso o pericoloso”.
    Con i congegni di controllo dei supermercati e gli addetti alla vigilanza è praticamente impossibile rubare senza essere scorti e presi Se la persona ha tentato l’asporto, non ha reagito e la merce è recuperata non c’è reato. Nel caso di consumo di un alimento, bevanda etc. il supermercato potrà tentare una grottesca azione di risarcimento in sede civile per pochi euro ove il soggetto non paghi. A livello sociale la scriminante deve dilagare visto che ci sono ben 4 milioni d’indigenti e i furti per fame nei supermercati sono in aumento. Alias bisognerà creare bracci della prigione per nonni, vecchiette, casalinghe, poveri padri di famiglia lasciati da uno stato – quello sì colpevole! – senza lavoro e senza cibo.

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