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L’Isis in Italia aiutata dalla ‘ndrangheta?

22 Febbraio 2015
L’Isis in Italia aiutata dalla ‘ndrangheta?

È forte l’allarme che lancia il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Rah. Per chi aveva pensato che la criminalità locale, in caso di sbarco dell’Isis in Italia, avrebbe difeso il proprio territorio, arriva la secca smentita dalle parole del magistrato che ammonisce: “Qualora l’Isis volesse infiltrarsi sul territorio italiano, in Calabria potrebbe trovare appoggi logistici dalla ‘ndrangheta in cambio di armi e droga”.

Si tratta di un’ipotesi, ma che giunge in un momento di forte terrore mediatico, sapientemente “sparato” dalle milizie del califfato, proprio per tenere a bada i  nemici e impedire una presa di posizione netta sul piano internazionale da parte delle forze europee e dell’ONU.

È proprio di oggi l’ultima follia della propaganda Isis, che ha diffuso il filmato in cui 21 combattenti curdi sono fatti sfilare nelle vie affollate della provincia di Kirkuk ciascuno in una gabbia. Nel video di 9 minuti fatto circolare sabato sera, i terroristi minacciano di decapitare i 21 ostaggi e poi intervistano i prigionieri da dietro le sbarre.

Il procuratore di Reggio Calabria poi precisa “è una ipotesi da percorre, su cui vale la pena lavorare e su cui tenere un’attenzione molto alta. Tenere un’attenzione alta su questi aspetti almeno per quanto riguarda la nostra Dda è fondamentale”.

Intanto è di oggi la foto diffusa dall’Isis con la bandiera nera che sventola sul Colosseo.

Da Roma, Renzi risponde “Il tema Isis è molto delicato e serio. No alla esagerazione. Non siamo sotto attacco ma non possiamo sottovalutare niente. Occorre buon senso e fermezza”.


note

Fonte Ansa


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