Lavoro e Concorsi Scuola: nuovo concorso per l’assunzione di 140mila nuovi insegnanti

Lavoro e Concorsi Pubblicato il 23 febbraio 2015

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Assunzioni e stabilizzazioni entro luglio onde mandare a regime la riforma già da settembre.

Il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, ha dichiarato, in un’intervista al Sole 24 Ore, che il Governo sta per varare, in tempi stretti, la riforma della scuola e, nel contempo, provvederà ad indire un concorso per l’assunzione di 140.000 nuovi insegnanti precari già dal prossimo 1° settembre 2015.

Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente incandescente per quanto attiene alla situazione dei precari all’interno della scuola. Si ricorderà, infatti, che lo scorso 26 novembre la Corte di Giustizia dell’Unione Europea aveva condannato l’Italia per l’eccessivo e reiterato uso del precariato all’interno del settore del pubblico impiego (la controversia era nata proprio dal ricorso di alcuni docenti mai stabilizzati). Da lì ne sono discese le prime sentenze di stabilizzazione.

Di recente, la Legge di Stabilità 2015 ha stanziato le risorse necessarie per finanziare un nuovo piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni già a decorrere dall’anno 2015-2016. Il piano dovrebbe interessare i precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (aggiornate a luglio 2014) e i vincitori e gli idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012.

I tempi per le assunzioni sono molto brevi: a fine febbraio, il Consiglio dei Ministri dovrebbe deliberare il decreto da attuare in tempi molto brevi. L’intenzione è quella di arrivare a fine luglio con tutti gli adempimenti già pronti al fine di rendere operativa la riforma dal prossimo anno scolastico.

La figura dell’insegnante sarà ridefinita profondamente perché sarà sottoposta a processi di valutazione che permetteranno di metterne in luce le caratteristiche specifiche e che ne consentiranno la differenziazione sul posto di lavoro. L’obiettivo sarebbe quello di costruire dei percorsi professionali, con degli scatti di competenze, che fanno dell’insegnante un professionista in grado di progettare percorsi formativi.

Il decreto dovrebbe inoltre rafforzare anche il ruolo dei presidi che avranno maggiori poteri decisionali.

Il governo promette inoltre di trovare una soluzione al problema delle cosiddette “supplenze brevi” mediante l’istituzione di “professori senza cattedra” (organico funzionale) che saranno a disposizione di una serie di scuole vicine tra loro, per coprire posti vacanti. In tal modo si eviterà che tali buchi vengano ogni volta assegnati a docenti diversi.


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