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Separazione, divorzio: l’eredità e l’assegno di mantenimento

25 Feb 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Feb 2015



Ex coniugi: la morte del parente e l’apertura della successione non fa aumentare il contributo alla moglie o ai figli.

Che succede se, dopo la separazione o il divorzio, uno dei due coniugi beneficia di una consistente eredità? Il discorso è differente a seconda che si tratti del coniuge tenuto a versare il mantenimento o di quello che, invece, lo riceve. Così come è diverso se a ricevere l’assegno sono i figli o l’ex. Vediamo nel dettaglio, dunque, come funziona questo importante passaggio.

Se erede è l’obbligato

Se il coniuge tenuto al versamento dell’assegno di mantenimento eredita un rilevante patrimonio non scatta, per lui, l’aumento del contributo mensile di mantenimento. E questo perché l’eredità non incide sull’ammontare dell’assegno a favore della moglie.

A chiarirlo è una recente sentenza del Tribunale di Roma [1] che riprende un’interpretazione già fornita, in passato, dalla Cassazione [2].

Come noto, l’assegno deve essere rapportato al tenore di vita goduto dai coniugi durante la convivenza matrimoniale: tenore che sarebbe proseguito in caso di continuazione del legame o che “poteva legittimamente o ragionevolmente configurarsi, sulla base delle aspettative maturate nel corso del rapporto”.
“Il riferimento alle aspettative del coniuge beneficiario – si legge in sentenza – deve essere ancorato all’attività lavorativa” del coniuge obbligato al versamento e alle relative e ipotizzabili prospettive di crescita professionale e, quindi, anche economiche. Insomma, l’assegno è sensibile solo a quei miglioramenti del tenore di vita che potevano essere previsti già durante il matrimonio in funzione della progressione di carriera lavorativa.

In questo, dunque, nulla c’entra l’arrivo di una eredità, che è invece un evento imprevedibile, sul quale certo la famiglia, quando ancora era unita, non poteva fare affidamento per il futuro. Pertanto, il lascito testamentario non comporta un incremento dell’assegno divorzile, perché privo di collegamento a pregresse situazioni.

Non è così, invece, per l’assegno di mantenimento dei figli che, a differenza di quello versato all’ex coniuge, va aggiornato in caso di incremento patrimoniale derivante da lasciti ereditari.

Infatti, posto che il mantenimento dei figli è un dovere che prescinde dal “tenore di vita” goduto durante il matrimonio, ma è legato in proporzione alle attuali e concrete consistenze reddituali e patrimoniali del genitore, l’eventuale eredità determinerà un aumento dell’assegno in favore della prole.

Se erede è il beneficiario

Diverso il discorso se l’eredità viene conseguita (non dal coniuge tenuto al versamento, ma) dal coniuge beneficiario del mantenimento: in tal caso quest’ultimo avrebbe un indiscutibile incremento patrimoniale e questa evenienza comporta una riduzione o la cancellazione totale dell’obbligo di contribuzione divorzile. Viene infatti meno l’esigenza e la difficoltà economica del beneficiario stesso, che era alla base dell’obbligo di corrispondergli un assegno.


note

[1] Trib. Roma sent. n. 581/2015.

[2] Interpretazione dell’articolo 5 della legge 898/1970.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. il divorzio in caso di matrimonio con beni separati, io moglie non lavoro perche mi dedico alla famiglia, mio marito compra casa solo a nome suo, e lascia la sua pensione e tutti i suoi beni, in caso di morte, come unica erede nostra figlia che adesso ha solo 5 anni di età. Cosa devo fare, non ho diritti? Mio marito e italiano e io sono peruviana.

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