HOME Articoli

Lo sai che? Chi fa scherzi al collega può essere licenziato

Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 25 febbraio 2015

Licenziamenti in vista per i lavoratori che scherzano sul posto di lavoro.

Licenziamento per giusta causa [1] e nessun preavviso per il lavoratore che fa troppi scherzi al collega. Questo è quanto ha deciso di recente la Cassazione [2] in una pronuncia emanata, neanche a farlo apposta, in prossimità del carnevale. Lasciando da parte l’ilarità, vale la pena soffermarsi sul ragionamento seguito dalla Corte, per ricavarne utili consigli e qualche regola di esperienza.

Nel caso di specie, il licenziamento è stato considerato legittimo perché il lavoratore ha compiuto diversi scherzi nei confronti del collega, violando così gli obblighi di diligenza imposti dalla legge e dal contratto di lavoro. In particolare, il dipendente era un addetto ad una catena di montaggio in una nota industria di automobili e durante la giornata lavorativa si divertiva a infastidire l’addetto ai controlli, riempiendo l’interno degli schienali delle autovetture di cartacce e spazzatura. Una condotta del genere reiterata nel tempo giustifica il licenziamento del lavoratore perché è contraria ai doveri di correttezza, destabilizza gli equilibri dell’azienda e potrebbe anche portare un grave danno all’immagine della società. Ritornando al caso in esame, si pensi alle ripercussioni che avrebbe potuto provocare sull’opinione pubblica la consegna dell’autovettura piena di spazzatura o anche solo di qualche corpo estraneo sfuggito alla vista dell’addetto ai controlli.

Attenzione dunque a non sottovalutare ciò che pare come un semplice scherzo ma che in realtà potrebbe configurarsi come atto idoneo a causare danni all’azienda e ai suoi prodotti di lavorazione. Ancor di più, si ricorda che con le ultime riforme in materia di diritto del lavoro, la reintegra in azienda a seguito di un licenziamento illegittimo non è più contemplata, se non in casi particolari come il licenziamento discriminatorio, nullo o intimato verbalmente.

Ciò significa che nell’ipotesi in cui i giudici, contrariamente dal caso trattato, avessero considerato ingiusto il licenziamento intimato al dipendente, comunque quest’ultimo non avrebbe potuto riottenere il posto di lavoro ma si sarebbe dovuto accontentare di un risarcimento danni commisurato agli anni di servizio maturati.

note

[1] Art. 2119 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 2904/2015 del 13.02.2015.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI