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I venditori ambulanti causano danni? Paga il Comune

25 Febbraio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Febbraio 2015



Il Comune è responsabile per i danni provocati dall’attività svolta dai commercianti ambulanti.

Chi vive nei pressi di un mercato rionale avrà di sicuro sperimentato i disagi causati dal quotidiano esercizio di attività commerciali all’aperto. Tra schiamazzi, confusione e parcheggi selvaggi, spesso l’unica arma consigliabile è dotarsi di una buona dose di pazienza e tolleranza. Ma che fare nei casi più gravi? Come comportarsi e a chi rivolgersi per i danni causati dall’opera dei vari venditori?

Non sono rari i casi in cui, alla lunga, palazzi e appartamenti adiacenti a mercati rionali riportino danni procurati dal continuo lavorio degli ambulanti. Se rientri tra i malcapitati, sappi che hai diritto a chiedere il risarcimento danni direttamente al Comune. Quest’ultimo, infatti, è generalmente l’ente tenuto a mantenere in buono stato le strade e le zone destinate ad ospitare i rivenditori con i vari banchetti. Pertanto, se la loro presenza causa dei danni alle proprietà dei privati, ne risponde l’Ente comunale in qualità di custode delle zone adibite a mercato.

A tale conclusione è pervenuta una recente sentenza del Tribunale di Bari [1] che ha disposto l’accoglimento della richiesta di risarcimento del proprietario di un sottointerrato che per diverse volte era stato allegato a causa di infiltrazioni di acqua dovute al lavaggio quotidiano delle bancarelle di pesce da parte dei commercianti ambulanti, che vendevano i prodotti in prossimità dell’edificio. In soccorso del danneggiato è stato applicato il principio per cui ciascuno è responsabile dei danni cagionati dalle cose che ha in custodia [2]. In questo caso, le infiltrazioni sono derivate dalle cattive condizioni di manutenzione della sede stradale sottoposta alla cura e alla vigilanza del Comune e pertanto quest’ultimo è chiamato a risponderne delle conseguenze.

Infatti, anche se nei fatti sono stati i commercianti a gettare l’acqua sull’asfalto, nessun pregiudizio sarebbe stato arrecato se il Comune avesse prestato attenzione alle condizioni della strada, delle cunette e di tutto il sistema fognario. A tale regola generale conviene, dunque, porre affidamento ogniqualvolta si riesca a dimostrare che i danni subiti al proprio patrimonio o persona siano dipesi dalla cattiva gestione e cura dei beni pubblici.

note

[1] Trib. Bari, sez. III, sent. 3717/2014 del 21.07.2014

[2] Art. 2051 cod. civ.


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