Diritto e Fisco | Articoli

“Sei un incompetente”: scatta l’ingiuria?

25 febbraio 2015


“Sei un incompetente”: scatta l’ingiuria?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2015



Seppur davanti a tanta gente, il reato non scatta se il termine viene riferito all’amministratore di condominio per criticarne le conoscenze e le scelte.

 

Non sempre, nelle discussioni, conviene avere l’ultima parola. Specie se, per zittire la controparte, si tratta di un’offesa. Così, non poche volte la Cassazione si è trovato a dover giudicare la valenza ingiuriosa di termini quali “scemo”, “zappatore”, “senza palle”, ma anche “sciocco”, “ignorante” e altri che, pur non essendo propriamente delle “parolacce”, hanno comunque un’intrinseca portata offensiva. Rinviamo, per una più diffusa carrellata di tutti gli “appellativi” oltraggiosi all’articolo: “Quali parolacce rientrano nell’ingiuria”.

Allo stesso modo, rivolgersi a qualcuno dicendogli “sei un incompetente”, specie se davanti a tanta gente, può far scattare il reato di ingiuria. Ma, di recente, la Suprema Corte [1] ha avuto modo di chiarire che, in alcune situazioni, l’illecito non sussiste. È questo il caso di una riunione di condominio, caratterizzata – già di per sé – da una forte animosità. L’epiteto riferito all’amministratore, per stigmatizzare le scelte e criticarne le scarse conoscenze, anche se riferito in mezzo alla platea dei condomini, non è, secondo i supremi giudici, ingiuria.

Tale termine, infatti – si legge in sentenza – utilizzato all’interno dello specifico contesto condominiale, è da valutarsi come una legittima critica verso l’operato dell’amministratore.

La questione, però, non è proprio così chiara a tutti i giudici. Tanto che, per assolvere l’imputato, c’è voluta la Cassazione, mentre in primo e secondo grado il processo era terminato con una sonora condanna. Invece, per i giudici supremi, è decisivo il contesto, nel quale risulta senz’altro esercizio di un legittimo diritto di critica nei confronti dell’amministratore, con riguardo alle modalità di gestione del condominio.

Il termine utilizzato non va oltre i limiti dell’esercizio di tale diritto, non investendo la persona dell’amministratore in quanto tale, ma limitando la critica agli atti dallo stesso compiuti nell’ambito del proprio incarico.

note

[1] Cass. sent. n. 5633 del 5.02.2015.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI