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Contratto di agenzia: all’agente spetta la provvigione se il rapporto è cessato?

3 Aprile 2013 | Autore:
Contratto di agenzia: all’agente spetta la provvigione se il rapporto è cessato?

L’agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto.

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che l’agente di commercio ha diritto alle provvigioni sugli affari conclusi anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro purché siano stati conclusi entro un tempo ragionevole.

Il codice civile [2] prevede espressamente il diritto dell’agente alle provvigioni dopo la cessazione del contratto se:

1) la proposta è pervenuta prima della fine del contratto;

2) dopo lo scioglimento del contratto, gli affari sono stati conclusi entro un termine ragionevole e la conclusione dell’affare è da imputare prevalentemente all’attività svolta dall’agente.

Ma cosa si intende per “termine ragionevole”?

Possono aiutarci a comprenderlo l’Accordo Economico Collettivo (denominato anche AEC) dell’industria e quello del commercio.

L’AEC dell’industria ha stabilito il termine in quattro mesi dalla data di cessazione del contratto. Trascorso tale lasso di tempo l’affare non si ritiene più riferibile all’agente e questi perde il diritto alle provvigioni.

L’AEC del commercio 2009, invece, fissa un termine di sei mesi data di cessazione del contratto.
 

In ogni caso, le parti che stanno per sottoscrivere un contratto di agenzia possono accordarsi per il periodo che ritengono più opportuno in base alla natura degli affari da concludere.

 


Per evitare problemi, prima di stipulare un contratto di agenzia si consiglia di trovare un accordo sul periodo entro il quale l’agente ha diritto alle provvigioni.

Inoltre, è importante che l’agente, allo scioglimento del contratto, consegni al datore di lavoro una relazione dettagliata su tutti gli affari che sono stati da lui conclusi.

note

 

[1] Cass., sent. n. 894 del 16.01.2013.


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