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Avvocati: molti processi, poco telematici

27 febbraio 2015


Avvocati: molti processi, poco telematici

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 febbraio 2015



Posta elettronica e processo telematico unici aspetti di una realtà, invece, completamente mutata: nuovi modelli di business sottovalutati dagli studi legali.

Secondo uno studio dell’Osservatorio ICT & Professionisti della School Of Managemente del Politecnico di Milano, pubblicato questa mattina su un noto quotidiano, i professionisti italiani avrebbero una naturale avversione all’informatizzazione delle proprie strutture.

Non è servita, evidentemente, la valanga di novità imposte dalla recente riforma: nonostante la fattura elettronica verso la Pubblica amministrazione, la conservazione digitale dei documenti, la firma digitale, la Pec e il Processo civile telematico, l’informatizzazione completa dello studio è un traguardo ancora molto lontano nel nostro Paese.

Gli avvocati preferiscono ancora le carte, i faldoni con i laccetti e i fascicoli volanti. In molti, poi, hanno ancora bisogno di stampare i documenti informatici per comprenderli o per ricordare le scadenze. Così come l’agenda tradizionale di studio risulta insostituibile rispetto ai software gestionali o al semplice “calendario” dello smartphone. Il rischio di perdere i “dati” sul cartaceo è avvertito ancora meno probabile rispetto al supporto informatico.

Gli studi professionali, poi, sottolinea la relazione, si concentrano ancora su business tradizionali, senza accorgersi però che il loro essere digitali potrebbe diventare un valore aggiunto per le imprese clienti. Soprattutto in un momento di crisi come questo che, dice la ricerca, permetterebbe loro di recuperare “efficienza interna e marginalità o sviluppare nuovo business”.

Quanto hai destinato all’informatizzazione del tuo studio?

Secondo l’indagine, il budget medio destinato agli investimenti in Ict degli studi professionali nel prossimo biennio sarà di appena 6.300 euro, di cui solo il 26% destinato all’acquisto di software o hardware per sviluppare progetti di vera innovazione e non di semplice adeguamento normativo o ammodernamento.

Commercialisti e consulenti del lavoro spendono il doppio, in informatizzazione, rispetto agli avvocati.

Ad eccezione per la firma digitale e i gestionali tipici di studio, la tecnologia più presente oggi negli studi è costituita dai software per i flussi telematici (nel 37% dei casi), seguita dal sito internet (30%), dal controllo di gestione (27%), dalla gestione elettronica documentale (25%) e dalla fatturazione elettronica verso la p.a. (25%).

Il sito internet

Altro aspetto da tenere, poi, presente è la quasi generale diffusa abitudine di dotarsi di un sito internet per lo studio, ma poi senza movimentarlo. Così gran parte dei legali ama avere una pagina internet “vetrina” e autoreferenziale, ma statica. Seppur configurati in forma di blog, i siti degli avvocati italiani rimangono, per giorni, senza alcuna pubblicazione di notizie. Il che, ovviamente, li rende insensibili agli spider di Google, con conseguente mancata indicizzazione. Migliaia di pagine sconosciute alla clientela. E di soldi buttati…

note

Autore immagine: 123rf com


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