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Retribuzione festività non godute: come funziona in pratica

1 Maggio 2016
Retribuzione festività non godute: come funziona in pratica

Le festività non godute: in cosa consistono e come vengono inserite in busta paga, perché variano di anno in anno.

Vediamo di fare chiarezza su una delle voci della busta paga alle quali spesso i lavoratori non fanno caso, ma che invece possono riportare interessanti sorprese: le festività non godute. Cercheremo di semplificare per quanto possibile il tema senza entrare in particolari tecnicismi, per rendere come è nel nostro compito, la sostanza della norma leggibile da tutti.

Andiamo con ordine.

La legge [1] prevede che le festività vengano pagate al lavoratore all’interno della busta paga. Nel caso in cui le festività cadano durante i giorni feriali, il lavoratore godrà della festività, il pagamento di quella giornata sarà inserito in busta paga e lo stipendio di conseguenza non sarà variato.

Ma nel caso in cui la festività non cada di giorno feriale, bensì di giorno festivo (ad esempio di domenica, come nel caso del 1 maggio 2016, o di Lunedì dell’Angelo), allora quel mese il lavoratore avrà effettuato più ore, per conseguenza nella busta paga si ritroverà un pagamento aggiuntivo, nella voce “festività non godute”.

Un esempio pratico di festività non goduta

Facciamo un esempio pratico, ma per metterci subito al riparo dalle possibili obiezioni: si tratta di un esempio molto semplificato il cui scopo è quello di far comprendere il meccanismo del sistema. Dunque in questo esempio non si tiene conto del fatto che un lavoratore potrebbe dover lavorare anche per contratto la domenica e le cifre inserite non sono esatte e potrebbero variare. Si tratta di una premessa doverosa. Andiamo ora al punto.

Mettiamo che il lavoratore A abbia una busta paga di 1300 euro nette, cioè su 26 giorni di lavoro in un mese prenda per ogni giornata 50 euro di retribuzione netta.

Ad Aprile 2016, il lavoratore A avrà goduto della festività del 25 aprile, perché quest’anno la Festa della Liberazione è caduta di lunedì, dunque un giorno feriale che non è stato lavorato; la sua busta paga sarà immutata (nonostante egli non abbia lavorato 26 giornate ma 25).

A Maggio 2016, il lavoratore A non avrà goduto della festività del 1 maggio, perché in quest’anno la Festa dei Lavoratori è caduta di domenica (dunque in corrispondenza di un’altra festività), ecco dunque che la sua busta paga riporterà un aumento, che nel nostro esempio semplificato sarebbe di 50 euro circa (per aver lavorato non 25 giorni, come sarebbe stato giusto in presenza di una festività all’interno del mese, bensì 26).

Festività non godute: la regola generale

In linea generale vale la seguente regola:

  • se la festività cade di domenica o giorno festivo, dovrà essere aggiunta alla retribuzione giornaliera un ulteriore quota retributiva pari ad 1/6 dell’orario settimanale;
  • se invece coincide con un giorno di riposo compensativo (dunque ad esempio in un qualsiasi giorno della settimana che sia di riposo per il lavoratore) al lavoratore non spetta nessuna retribuzione aggiuntiva [2].

A ciò si deve aggiungere che per tutte quelle attività in cui viene adottata la settimana corta (dal lunedì al venerdì)  il compenso per le festività infrasettimanali viene determinato suddividendo la retribuzione settimanale per 5 giorni di lavoro effettivi (dunque sarà pari non ad 1/6 ma ad 1/5).

La retribuzione aggiuntiva non spetta, invece, se la giornata festiva coincide con il sabato non lavorativo nel caso di lavoro suddiviso su 5 giorni di lavoro in quanto il sabato viene considerato generalmente dai CCNL come giornata feriale a zero ore (è stato il caso di Ferragosto 2015).


note

[1] L. 90/1954

[2] Cass. Sent. n° 16234/2002; Ministero del Lavoro interpello 20/02/2006


1 Commento

  1. Si può, in teoria, accordandosi con il proprio datore di lavoro, scegliere di sfruttare la festività non goduta prendendosi un giorno di festa, piuttosto che aggiungerla come retribuzione in busta paga?

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