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Diritto di visita tramite skype del genitore separato

28 febbraio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 febbraio 2015



Le comunicazioni tramite internet possono risolvere in parte il problema della distanza geografica tra genitori e figli ma non possono sostituire il diritto di visita vero e proprio.

 

La distanza geografica tra i luoghi di residenza dei genitori non è un valido motivo per derogare alla regola dell’affido condiviso, deroga possibile solo quando è oggettivamente necessario per la tutela del minore stabilire l’affidamento esclusivo (per esempio in caso di gravi inadempimenti di uno dei genitori).

La distanza geografica rappresenta più che altro un problema pratico per il genitore non affidatario e per il suo diritto di visita nonché, parallelamente, per il diritto del minore alla bigenitorialità.

Il giudice ha dunque il compito di aiutare i genitori ad individuare le modalità e le tempistiche idonee a garantire la continuità del rapporto tra il figlio e il genitore non affidatario nonostante la distanza.

Si tratta ovviamente delle ipotesi in cui la scelta del genitore affidatario di trasferire la propria residenza in un’altra città sia legittima e non volta a sottrarre il minore all’altro genitore.

La scelta è legittima per esempio quando la madre, priva di mezzi di sostentamento, decide di tornare nella casa dei propri genitori per avere un contributo economico e morale nella crescita del figlio [1].

La scelta di trasferirsi in un luogo diverso dalla residenza abituale è legittima solo se adeguata a garantire il sano sviluppo psico-fisico del minore e se non rispecchia piuttosto un desiderio egoistico del genitore.

Quando la scelta è legittima, nulla può replicare il genitore non affidatario che di fatto vede affievolito il proprio diritto di visita a causa della distanza.

Alcune recenti pronunce dei Tribunali [2] hanno ovviato al problema della distanza geografica fissando appuntamenti periodici di visita on line tramite i moderni sistemi di comunicazione on line, tipo skype.

Tali pronunce contengono il dettaglio dei giorni e della durata delle connessioni tra genitore-figlio e stabiliscono che i costi delle apparecchiature e della rete internet sono a carico del genitore non affidatario.

Certamente il diritto di visita sul web non può mai sostituire quello dal vivo, fatto di contatti affettivi più autentici, ma può semmai integrarlo e consentire tanto al minore quanto al genitore lontano di sentirsi più vicini nella quotidianità.

La comunicazione tramite internet e webcam, pur funzionando come una sorta di compromesso, può rappresentare nei casi più problematici (per esempio genitore residente all’estero) l’unica alternativa ad un vuoto di comunicazione e per questo motivo merita di essere incentivata anche dai giudici.

note

[1] Cass. Sent. n. 11062/2011.

[2] Trib. Nicosia decreto del 22.4.2008; Trib. Min. di Campobasso decreto del 25.2.2010.

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