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Nonni e diritto di visita sui nipoti: entro che limiti?

1 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 marzo 2015



Il diritto dei nonni a frequentare i nipoti non è assoluto e incondizionato: se il minore esprime un disagio la decisione del giudice deve tenerne conto al fine di garantirgli una crescita equilibrata e serena.

Ci sono nonni amati dai nipoti come se fossero dei secondi genitori ed altri che, per le più svariate ragioni, vengono guardati dai più piccoli come parenti a cui far visita, nel migliore dei casi, in poche occasioni. Le ragioni possono essere tante: la distanza, il difficile rapporto tra nonni, generi e nuore (se non, a volte, tra i primi e gli stessi figli), problemi di salute, la separazione in atto tra i genitori dei bambini.

La legge, però, riconosce a ciascun minore il diritto a conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale [1]. Cosa fare allora quando tali rapporti vengono in qualche modo ostacolati?

In tal caso, i nonni sono privilegiati rispetto ad ogni altro familiare (ad esempio gli zii) in quanto hanno la possibilità di rivolgersi in prima persona al giudice per veder adottare dei provvedimenti tesi a favorire la frequentazione dei nipoti [2], (ne abbiamo parlato in questi articoli: Ostacoli alle visite ai nipoti: ora i nonni possono rivolgersi al Tribunale) e Nonni: quali modalità di visita dei nipoti e interferenze dei genitori. Ma tale diritto incontra dei limiti. Quali?

Ci aiuta a capirlo una recente pronuncia della Cassazione [3].

 

In particolare, la Suprema Corte chiarisce che il diritto dei più piccoli a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti non deve essere letto come il riconoscimento di un autonomo diritto di visita da parte dei nonni; esso rappresenta, invece, una condizione che obbliga il giudice a svolgere una adeguata indagine e valutazione nel momento in cui debba decidere quali decisioni assumere nel prioritario interesse del bambino, tenendo in debito conto anche la volontà eventualmente espressa da quest’ultimo.

La vicenda

Per meglio comprendere la pronuncia della Suprema corte è bene fare riferimento alla vicenda concreta, riguardante una bimba di 8 anni rimasta orfana della madre. Il padre della bambina ne aveva ostacolato la frequentazione con la nonna materna e quest’ultima si rivolgeva al tribunale per veder riconosciuto il suo diritto di visita sulla piccola. La bambina però esprimeva la inequivoca volontà di non voler intrattenere rapporti con la nonna in quanto legava la sua figura al doloroso ricordo della malattia della mamma. I giudici, sulla base di quanto dichiarato dalla minore, respingevano la domanda della donna. Questa ricorreva quindi in Cassazione, ritenendo che le dichiarazioni rese dalla nipote fossero inattendibili e che fosse necessaria una preventiva indagine sulla capacità di discernimento della bambina (vista la sua età).

 

La pronuncia in esame fornisce importanti chiarimenti su due fronti:

– quello relativo alla valutazione circa la capacità del minore ascoltato dal giudice di comprendere la portata e il significato di quanto afferma (cosiddetto discernimento)

– e quello del diritto o meno dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti.

L’ascolto del minore

A riguardo, la Suprema corte precisa che l’idoneità e l’attendibilità delle dichiarazioni di un minore non possono essere messe in discussione sulla base del semplice dato oggettivo dell’età, qualora dal loro contenuto e dalla relazione dei servizi sociali non emerga che la volontà del bambino sia stata forzata o suggestionata in alcun modo.

Il giudice, quindi, è libero di valutare la capacità di discernimento [4] del minore anche se abbia meno di 12 anni, senza richiedere uno specifico accertamento tecnico a riguardo.

Il dato anagrafico ha semmai rilievo qualora sia univocamente indicativo in tal senso: ad esempio se si tratti di un minore in età prescolare. Al contrario, nel caso di bambini che frequentano la scuola, l’incapacità al discernimento non può essere presunta, poiché essi sono in grado di comprendere il valore e la portata delle proprie dichiarazioni.

Violazione del diritto di visita

La Corte evidenzia, inoltre, come se da un lato è vero che i minori hanno diritto di intrattenere rapporti significativi con gli ascendenti, da tale norma non scaturisce una vera e propria pretesa azionabile in giudizio da parte dei nonni, ma solo un ulteriore criterio che il magistrato deve tenere in debita considerazione nel momento in cui è chiamato ad adottare dei provvedimenti riguardanti la vita del minori.

In altre parole, il giudice non dovrà più tenere conto nelle sue decisioni del tempo che i minori debbano trascorrere con i soli genitori, ma anche con gli altri componenti di ciascun ramo genitoriale (in primis i nonni), sempre che, tuttavia, che ciò non risulti dannoso per il bambino.

D’altronde ciò emerge dalla stessa lettura della noma [3] che, nel riconoscere ai nonni (cui sia impedito l’esercizio del diritto di mantenere con i nipoti rapporti significativi) la possibilità di ricorrere al Tribunale, prevede anche che la finalità di tale azione consista nell’adottare i “provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore”.

In buona sostanza, va sempre data priorità al benessere del bambino e ad una sua crescita serena ed equilibrata. Perciò, nel caso (come quello in esame) in cui sia lo stesso minore a manifestare con convincimento (anche in contesti estranei a quello giudiziario) la volontà di evitare –almeno in quel momento- rapporti con i nonni , il giudice non può che decidere nel senso di non forzare una frequentazione percepita dal minore come dolorosa.

A ciò ci sentiamo, tuttavia, di aggiungere quanto mai opportuno sia che i genitori si impegnino a non strumentalizzare a proprio vantaggio (perché magari vivono un contrasto con i nonni) circostanze oggettive, a volte dolorose per i loro figli; certamente il desiderio di un nonno – così come di ogni figura vicina la bambino – di prendersi cura di un nipote non può che essere un fattore di arricchimento nella vita di un minore. Compito del genitore è quello di saper andare al di là dei propri risentimenti favorendo, nel bene dei più piccoli, il ricongiungimento familiare.

Non esiste un diritto assoluto di visita da parte dei nonni verso i nipoti ma esso è sempre finalizzato a garantire al bambino una crescita serena ed equilibrata. Pertanto, ove emerga – anche attraverso l’ascolto del bambino – che le visite tra nonni e nipoti possano turbarne uno sviluppo sereno ed equilibrato, la domanda dei nonni non potrà essere accolta.

note

[1] Art. 337 ter, 1° c. cod.civ.

[2] Art. 317 bis cod. civ.

[3] Cass. sent.n. 752/15, del 19.01.15.

[4] Art. 336 bis cod. civ.: “Il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento è ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato nell’ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Se l’ascolto è in contrasto con l’interesse del minore, o manifestamente superfluo, il giudice non procede all’adempimento dandone atto con provvedimento motivato”.

L’ascolto è condotto dal giudice, anche avvalendosi di esperti o di altri ausiliari…”

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8 Commenti

  1. Sono una nonna triste…ho un unico figlio e un unico nipote di 10 mesi…tutto e’ andato bene finché Nn è nato Leonardo…Da allora Nn posso avvocinarlo prenderlo in braccio o coccolarlo un po’ …Non mi ritengo una suocera invadente Nn vado da loro se Nn invitata….sono una ostetrica in pensione…ma Nn mi sono mai permessa di consigliare o criticare..ma lo stesso ricevo insulti , cattiverie e derisioni….anche da parte di mio figlio..Forse solo la mia morte potra’ dar pace a questa coppia…Non so come comportarmi per qualsiasi cosa succeda la colpa è sempre mia…Non so più come parlare come respirare …..io certamente sto’ compiendo degli errori …ma purtroppo Nn so quali siano..Qualcuno mi aiuti ?…

    1. ti capisco…..io non sono suocera, sono mamma di due bimbi piccoli…ho l’aiuto di mia suocera con cui vado fortunatamente d’accordo. Mia madre ha un’attività che la vede impegnata 6 giorni su 7, quindi non può darmi una mano….invece la situazione triste la vive proprio lei,mia mamma, mio padre e mia sorella e anche io, perchè mio fratello, accecato dalla gelosia e da quello che gli inculca sua moglie, ci impedisce di vedere i suoi figli (una ha 8 anni e l’altro 1 anno e mezzo). La storia è lunga ma in sintesi 8 anni fa lei denunciò mio padre con false accuse e nonostante l’abbiamo perdonata per amore della bimba, ci ha pugnalati di nuovo alle spalle e adesso ci troviamo di nuovo senza parlarci e senza vedere i bambini. Mio fratello prende le difese al 100% di sua moglie, rinnegando praticamente la sua famiglia d’origine….chi ne paga le conseguenze sono i figli, ma questo non lo capiranno mai, perchè non hanno abbastanza cervello, nè lui nè lei…..mi auguro solo che i loro figli diano le stesse soddisfazioni che stanno dando ai miei genitori…..

  2. Buo giorno io ho un nipotino che lui e mia figlia vivono con me ha un anno il pspa non lo mantiene ci penso io e mia figlia loro non sono una coppia xche non sono sposati ne compagni ….i nonni paterni non si sono mai fatti vivi adesso il papa v i ole portare il bambino da sua mamma ma mia figlia non vuole dice vuole vederlo viene qua a casa ….cosa puo fare adesso lei puo rifiutarsi di portarlo la .Ringrazio x una risp

  3. Buongiorno ho una nipotina di un anno e mezzo figlia di mio figlio che non vogliono farmela conoscere , volevo sapere se ho qualche diritto legale e cosa devo fare?

  4. Da quando mi sono separata da mio marito e cioè 10 anni fa , mia figlia più piccola che aveva allora 13 anni ha iniziato una guerra contro di me. Ha iniziato a marinare la scuola, frequentare cattive amicizie, è andata a vivere con il padre a 18 anni incattivendosi sempre più con me… a 20 anni si è sposata e ora ha 2 bambine che ovviamente io e l’altra mia figlia non conosciamo, ci riempie di vessazioni e parole forti rendendoci allibite da tanta cattiveria. Capisco il trauma della separazione , capisco che lei ancora vuole la mamma e il papà insieme ma dopo 10 anni che siamo divorziati , io mi sono risposata il padre convive , io e il padre non ci siamo mai fatti la guerra anzi siamo in rapporti civili lei cosa vuole? cosa pretende? tenendomi lontana dalle bambine mi punisce per la separazione di 10 anni fa. Quindi io avrei dovuto subire le violenze di mio marito per amore dei figli? MA ANCHE NO.

  5. salve cerco aiuto come comportarmi allora spiego io sn mamma di due bimbi maschi uno ha 3 anni e laltro ha 1 anno e mezzo tutto e incominciato cosi che nn sto piu bene parlo di mio figlio di tre anni spiego quando nacque mio figlio mia suocera nn venne fuori sala parto venne dopo tre giorni in ospedale xche il bimbo nacque con littero dopo di che sn andata a vivere da lei x un po di tempo me lo prendevano lei e sua figlia sempre in braccio odiavano quando il bimbo dormiva vicino a me facevano di tutto x togliermelo da vicino vabe questo e nnt forse sara il 1 nipote ci so passata sopra poi dopo presi casa ma nessuna visita da loro me la sn vita da sola xche il mio bimbo voleva stare sempre in braccio da li sn passati 2 anni mi ritrovo ad abitare in un parco che stanno anche loro bhe nacque il mio secondo genito tutto qui fin bene ma sempre che loro anche abitando vicino mai assolutamente mai bussare la porta e dirmi ti serve qualcosa hai bisogno di una mano sempre sola a fare tutto vengono ogni tanto una volta sopra casa mia se nn vado io da loro nn vengono a vedere i nipoti xo io che nn sono cattiva passo sopra e vado anche vedendo che il mio primo figlio quando sta con loro cambia totalmente aggressivo vuole per forza le cose pero quando veniamo a casa mio figlio e un altro bambino che mi ascolta e sopratutto mangia tutto xche quando stiamo da loro me lo ingozzano di banane merendine per nn fallo piangere xche quando piange mia suocera diventa nera fu un venerdi che mio figlio piangeva con il mal di pancia me lo ando a prendere da scuola andammo domenica da loro e bum mia suocera prima di pranzo banana io grido e anche se le altre volte dico no nn mi danno ascolto dicono che fa e piccolo annullando che io sn la mamma cmq venni a sapere che mio figlio si era mangiato da un giovedi alla domenica un 15 banane tutto questo per nn fallo piangere io grido con mio figlio che nn vul mangiare lo presi e lo diedi degli schiaffi sul culetto lei si alzo togliendolo tra le mani e disse i piccoli nn si picchiano hai capito fai schifo come mamma io con una collera xche io sto sempre con loro vivo tutti i giorni in 4 mura pur per prendermi cura di loro sn una mamma che sta e stanno sempre con me io devo passare x quello che nn sa fare la mamma xche io esco solo pazza quando nn mangiano e mi invento mille cose lei dice che i bimbi quando nn vuol mangiare nn deve mangiare cioe anche se mio figlio nn mangia x settimane e tutto normale su questo abbiamo fatto discussione premetto che io sn uscita fuori di me e gli ho detto nn giudicare me xche io i miei figli li ho cresciuta io no come te che te li a cresciuti tua sorella xche nn avevi testa per crescerli di tutto cio dissi tuo figlio nn ti chiamava mamma ma io vi dico una cosa su i figli comando io no voi ora nn mi chiamano nn stanno chiedendo dei bimbi anche se mio marito li incontra e deve andare perche sn sempre i suoi genitori xo nn accorda di tutto cio che fanno ps mi scusi vi ho scritto un tanto ma avevo bisogno di sfogarmi e sapere come devo fare grazie

  6. Salve, mi chiamo Jennifer e sono incinta di 6 mesi. Io sono degli Stati Uniti e mio compagno è Italiano. Non scriverò i miei mille motivi ma mi sento il bisogno di tutelarmi contro la mia suocera dopo di aver letto che i nonni hanno dei diritti verso i nipoti. La mia domanda è: se metto solo il mio nome (e non quello del padre) come genitore, sul certificato di nascita del mio futuro bimbo, cancella i diritti di nonna della mia suocera? Vorrei che, qualora lei cerca di intromettersi a prendere diritti verso il mio bimbo (ad esempio per visitarlo oppure per ottenere potestà genitoriale) avrei la possibilità di bloccarla in quanto legalmente non c’è nessun documento che riconosce il bimbo come suo nipote. So che sembra brutta, ma la storia è lunga e ho i miei motivi. In più tutta la mia famiglia sono negli stati uniti. Immagino se un giorno io e il mio compagno dovessimo separare e mi troverò nella situazione di cui sono costretta a tornare negli stati uniti dove posso contare sulla MIA MADRE… sarebbe un bel casino. Ho bisogno di avere la diffesa che la mia suocera non è tracciabile tramite documenti (e tramite il suo figlio) come nonna. il mio compagno mi capisce e ha rispettato ed è d’accordo con me per mettere solo il mio nome sul certificato di nascita (non riconoscendolo come padre) per questo motivo ed ha rispettato la mia volontà di aspettare a dopo la nascita per sposare (cosi il bimbo, non nato della coppia sposata, non assume automaticamente che il bimbo venga considerata figlio di mio compagno. Ovviamente non diremmo niente alla mia suocera perché non vogliamo creare problemi. Vogliamo solo proteggerci contro il suo cattivo e immaturo comportamento già mostrato ripetutamente e tutelarci se dovesse cambiare qualche legge al favore della mia suocera. Per favore, sarei molto grata di vs consiglio. Grazie in anticipo.

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