HOME Articoli

Lo sai che? Recupero crediti: ancora attesa per la ricerca telematica dei beni

Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2015

Un Tribunale respinge l’istanza del creditore volta a ottenere l’autorizzazione per ricercare i beni del debitore da pignorare attraverso modalità telematiche come previsto dalla recente riforma delle procedure esecutive.

 

La notizia sa di beffa, eppure svela un’amara realtà. Il Tribunale di Novara [1] infatti ha respinto l’istanza rivolta da un avvocato – creditore procedente in un’esecuzione – per ottenere l’autorizzazione a ricercare con modalità telematiche eventuali beni pignorabili del debitore.

Con la recente riforma delle procedure esecutive infatti, la legge [2] concede al creditore la possibilità di rivolgersi al Presidente del Tribunale per essere autorizzati a interrogare le banche dati delle pubbliche amministrazioni (compresa l’anagrafe tributaria, il pubblico registro automobilistico e le banche dati degli enti previdenziali) così da poter individuare crediti o beni pignorabili nella disponibilità del debitore, compresi i rapporti intrattenuti da quest’ultimo con banche, datori di lavoro e committenti in genere. La norma prevede che, ottenuta la tanto agognata autorizzazione, sia poi l’ufficiale giudiziario competente per territorio a compiere la relativa ricerca telematica e a rendere disponibili al creditore i risultati.

Gli entusiasmi manifestati alla vigilia dell’introduzione di questa norma sono stati tuttavia smorzati quando si è scoperto che il legislatore stesso ha “rinviato” l’applicazione concreta della norma a dei decreti attuativi di futura emanazione – e che tuttavia, allo stato, non risultano essere stati ancora approvati – che dovrebbero disciplinare i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati citate. [3]

Il Presidente del Tribunale di Novara, quindi, si è trovato suo malgrado costretto a ricordare all’avvocato del creditore procedente nonché – implicitamente – a tutti i creditori che attendono con ansia un’accelerazione della procedura di recupero di ciò che è loro dovuto da anni, che la norma di recente introduzione si applica:

– soltanto ai procedimenti esecutivi iniziati dopo il trentesimo giorno dall’entrata in vigore della nuova legge, cioè dopo l’11.12.2014 e

– a condizione che vengano emanati i decreti attuativi della legge introduttiva di tale novità.

In particolare il provvedimento in parola ha escluso altresì che, nelle more, il creditore possa essere autorizzato ad accedere lui direttamente alle banche dati in parola. Questa possibilità infatti è contemplata dalla legge [4] per il caso in cui le strutture tecnologiche necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati non siano funzionanti, cosa che al momento attuale non corrisponde evidentemente a realtà.

note

[1] Trib. Novara, provv. del 29.01. 2015

[2] Art. 492 bis cod. proc. civ.

[3] Art. 155 quater disp. att. cod. proc. civ.

[4] Art. 155 quinquies disp. att. cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI