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Approvazione del bilancio di esercizio: novità ed integrazioni

2 Maggio 2016 | Autore:
Approvazione del bilancio di esercizio: novità ed integrazioni

Il Decreto Bilanci (Dlgs 139/2015) introduce notevoli cambiamenti nella gestione delle aziende: ecco quali

Il Decreto Bilanci entrato in vigore il 1° gennaio 2016 [1], trova applicazione con riferimento ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire da detta data. Si segnala, al riguardo, che – sebbene per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, le novità legislative introdotte saranno da considerarsi perentorie a partire dal bilancio relativo al periodo 2016 – in previsione della comparazione con l’esercizio coinvolto, potrebbero verificarsi delle ricadute, espositive oltre che normative, anche in ordine al bilancio chiusosi lo scorso 31/12/2015.

Tanto premesso, occorre rilevare che il citato Decreto [1] ha, innanzitutto, introdotto il principio della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, elevandolo al rango di principio generale in materia di redazione dei bilanci. E ciò attraverso una serie di modifiche apportate al codice civile [2] che rimarcano, appunto, la maggiore rilevanza della sostanza economica dell’operazione sulla forma. Modifiche sono state, inoltre, apportate agli schemi di bilancio [3]. In particolare, con riferimento allo schema di Stato Patrimoniale, è stata eliminata la voce “azioni proprie” (il cui valore andrà a diretta riduzione del Patrimonio Netto) ed è stata soppressa, tra le immobilizzazioni immateriali, la voce riguardante “i costi di ricerca e pubblicità, da stralciare prima della predisposizione del bilancio 2016. Difatti, a partire dal 2016 tali voci non rientreranno più tra i costi pluriennali, bensì tra le spese di competenza dell’esercizio nel quale si realizzano. I soli costi di possibile capitalizzazione rimarranno i costi di sviluppo (leggi anche al riguardo il nostro approfondimento  Decreto Bilanci: dal 2016 ricerca e pubblicità non più ammortizzabili).

A tale riguardo, si precisa che sarà compito degli Amministratori valutare – al fine di meglio comparare l’esercizio 2016 – la possibilità di stralciare tali poste già al periodo 2015. Occorrerà, inoltre, inserire l’indicazione dei rapporti con imprese sottoposte al controllo tra le immobilizzazioni e l’attivo circolante, mentre, tra le voci del Patrimonio Netto, la voce VII “Riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi”. In calce allo Stato Patrimoniale non dovrà essere più indicata l’esposizione dei conti d’ordine: tali poste, infatti, dovranno essere indicate solo nella Nota Integrativa.

Con riferimento al conto economico, si segnala l’eliminazione della macro classe “E”, relativa ai proventi ed oneri straordinari. Altra rilevante novità del decreto in questione è l’introduzione di un nuovo elemento costitutivo del bilancio: il rendiconto finanziario [4], secondo il quale il rendiconto deve indicare l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide presenti all’inizio e alla fine dell’esercizio, nonché i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dalle attività operativa, di investimento e di finanziamento. È bene ricordare, infine, che le società di capitali di ridotte dimensioni potranno adottare il c.d. bilancio super-semplificato [5]. Più precisamente, detto schema potrà essere utilizzato da quelle micro-imprese che, nel primo esercizio o successivamente per due esercizi consecutivi, non superino due dei seguenti tre limiti:

  1. il totale dell’attivo dello stato patrimoniale non superiore ai 175 mila euro;
  2. i ricavi delle vendite e delle prestazioni uguali o minori a 350 mila euro;
  3. il numero medio dei dipendenti non superiore alle cinque unità.

Per le micro-imprese che, invece, non presentano i suddetti requisiti, lo schema di bilancio rimane quello abbreviato. In sintesi, con l’entrata in vigore del Decreto [1], tre sono le tipologie di bilancio possibili in ragione della dimensione dell’impresa:

  • quello ordinario, completo dei quatto elementi costitutivi del bilancio;
  • quello in forma abbreviata: composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, con esonero dalla redazione del rendiconto finanziario e possibilità di non redigere la relazione sulla gestione;
  • quello “super-semplificato”, che riprende la struttura del bilancio in forma abbreviata, distinguendosene per la possibilità di non redigere la nota integrativa.

D.ssa Elvira De Napoli


note

[1] DLgs n. 139/2015, in attuazione della direttiva europea 2013/34/UE

[2] Artt. 2423 e 2423 bis cod.civ.

[3] Artt. 2424 e 2425 cod.civ.

[4]  il cui contenuto e le cui caratteristiche sono individuate dal nuovo art. 2425 tre cod.civ.

[5] Art. 2435-ter cod.civ.


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