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Lo sai che? Se il creditore pignora il conto corrente deve comunicarlo al titolare? E se non lo fa?

Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 marzo 2015

Il mio datore di lavoro mi ha riferito che, dal prossimo mese, tratterrà un quinto del mio stipendio per un pignoramento, ma non ho mai ricevuto nessuna comunicazione a riguardo. È legittimo?

Per rispondere correttamente alla domanda, dobbiamo distinguere a seconda che il pignoramento sia effettuato da Equitalia o da un altro soggetto privato.

1 | PIGNORAMENTO DI EQUITALIA

Nel caso in cui il creditore sia l’Agente per la riscossione, il pignoramento segue delle regole particolari. Innanzitutto deve essere notificata una cartella esattoriale che dà al contribuente il termine di 60 giorni per pagare.

Se la cartella non viene impugnata e sospesa dal giudice, essa costituisce un titolo esecutivo valido per pignorare (tra le altre cose, anche) il conto corrente bancario o postale del beneficiario.

Il pignoramento si estende al 100% delle somme depositate, anche se queste derivano da pensione o da stipendio. Il limite del quinto (o di un settimo o di un decimo, secondo l’ultima riforma, variabile a secondo dell’importo pignorato) si riferisce solo ai pignoramenti fatti direttamente al datore di lavoro o all’Inps.

Equitalia può procedere “d’ufficio”, ossia senza bisogno di un giudice e di un’udienza. In pratica, l’Agente notifica alla banca e al debitore il cosiddetto “atto di pignoramento presso terzi” che contiene la richiesta di pagamento delle somme sul conto, sino a concorrenza del proprio credito. La banca dovrà versarle entro 60 giorni. Pertanto il debitore ha ancora due mesi di tempo per regolarizzare la propria posizione. Nel frattempo, però, il conto viene bloccato e il debitore non può prelevare alcun importo.

Per una trattazione più completa di questo argomento, rinviamo alla nostra guida: “Equitalia: come avviene il pignoramento del conto, stipendio o pensione”.

2 | PIGNORAMENTO DI PRIVATI

Diverso – almeno sotto l’aspetto della procedura – è il caso in cui il creditore sia un soggetto privato come una banca, un fornitore, una finanziaria, ecc.

In tal caso, il creditore deve prima notificare il titolo esecutivo (la sentenza, il decreto ingiuntivo, ecc.) e l’atto di precetto (i due documenti potrebbero essere notificati anche contemporaneamente, spillati l’uno all’altro).

Questi, poi, dovrà necessariamente notificare un atto detto “pignoramento presso terzi” sia al debitore che alla banca. Anche in tal caso, da detta data scatta il blocco del conto per la somma vantata dal creditore che può essere maggiorata di un altro 50% (per coprire le successive spese e interessi).

A differenza, però, della riscossione esattoriale prima vista, in tale ipotesi l’atto di pignoramento contiene la citazione a una udienza davanti al giudice a cui dovrà comparire quanto meno il creditore.

Nel frattempo la banca invierà una mail di posta elettronica certificata o una raccomandata a.r. all’avvocato del creditore, informandolo del fatto se sul conto sono presenti o meno somme intestate al debitore.

All’udienza suddetta il giudice, se vi sono somme disponibili sul conto, ne ordinerà l’assegnazione al creditore procedente fino a concorrenza del proprio credito, maggiorato degli interessi, spese vive e legali sostenute.

3 | CHE SUCCEDE SE NON HO RICEVUTO ALCUNA NOTIFICA

 

In tal caso è possibile proporre un’opposizione all’esecuzione forzata [1], per proporre la quale non ci sono termini di decadenza. Quindi si è sempre nella possibilità di andare dal proprio avvocato (necessario per agire) e farsi assistere.

Ovviamente, vincendo la causa di opposizione, il debito rimane; il creditore pertanto resta libero di intraprendere una nuova esecuzione forzata, sempre che, nel frattempo, trovi ancora il conto corrente pieno. Diversamente, potrà attivare altre forme di pignoramento come quello dello stipendio o della pensione. O ancora il pignoramento dei beni mobili o immobili.

Il creditore è sempre tenuto a comunicare al debitore (e anche alla banca) l’imminente pignoramento del conto corrente. È proprio da tale data, infatti, che scatta il blocco delle somme.

Se tale atto non sia stato notificato è possibile proporre opposizione all’esecuzione forzata.

note

[1] Art. 615 cod. proc. civ. A riguardo, confr. Trib. Monza, sent. del 19.07.2006: “Ricevuta la notifica di un pignoramento presso terzi basato su un decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo per mancata opposizione, il debitore ingiunto può proporre opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. solo qualora sostenga la radicale inesistenza della notificazione del decreto stesso, cioè deduca che nei suoi riguardi non è mai stata eseguita un’operazione di notificazione giuridicamente qualificabile come tale. Ove, invece, la fattispecie concreta prospettata dall’ingiunto (notificazione ex art. 143 c.p.c. effettuata sull’apparente ma inesatto presupposto della irreperibilità del destinatario) integri gli estremi del mero vizio di notificazione, tale comunque da non configurare la inesistenza, l’unico rimedio esperibile si identifica nell’opposizione tardiva ex art. 650 c.p.c., che è proponibile soltanto entro il termine di cui al comma 3 di detta norma”.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. Vorrei sapere se gli alimenti pagati mensilmente a figli ed ex moglie possono essere detratti dal reddito (stipendio o pensione pignorati) sul quale interviene la regola del quinto, una volta detratto anche il sostentamento minimo maggiorato del 50%. Grazie

  2. Salve vorrei sapere cope puo’ un creditore privato pignorare il conto corrente se non sa di quale banca e intestato sicuramente avra’ fatto delle ricerche ho qualcuno lo avrebbe avvisato a questo punto la legge sulla privacy puo essere impugnato nei confronti del creditore? grazie

  3. sono un dipendente statale e lo stipendio mi viene dato dal Tesoro….dal 2013 sono pignorato in busta paga a monte di euro 296.00..mese,.ma quando mi sono accorto dell ammanco con voce in busta di recupero obbligato era già partito….nessuno a me preventivamente aveva comunicato niente…posso fare qualcosa.ad oggi??..il pignoramento dura fini al 2018 mese ottobre…….grazie

  4. buongiorno ,vorrei sapere ,avendo il 5 dello stipendio pignorato , siccome io adesso finisco la mutua e verro licenziato , la liquidazione verra tolta sempre il 5?, a quel punto quando mi licenziano loro si attacheranno sul conto per pignorarlo , vedendo che non arriva piu lo stipendio , adesso vi chiedo faccio in tempo a prelevare la liquidazione’? posso aprire un’altro conto intestato a mia figlia per un eventuale disoccupazione che mi spetta per due anni , e anche la pensione posso versarla sul conto di mia figlia, come posso fare , esistano aprire conti con carte iban senza avere un conto? vi prego datemi una risposta, se volete rispondermi su questa email russojessica@msn.com vi ringrazio, lorenzo.

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