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Stop licenziamento se il lavoratore non viene ascoltato per difendersi


Stop licenziamento se il lavoratore non viene ascoltato per difendersi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 marzo 2015



Obbligo di avviso al dirigente cinque giorni prima.

Diritto alla difesa tutelato anche in azienda. Il datore di lavoro non può licenziare il dipendente se prima questi non ha notizia della contestazione che gli viene mossa e non ha avuto la possibilità di essere ascoltato per “dire la sua”. E ciò vale anche nel caso in cui si tratti di licenziamento disciplinare.

Di norma, a seguito della contestazione, è diritto del dipendente chiedere di essere ascoltato oralmente, richiesta che potrà essere effettuata anche con la lettera di contestazione del licenziamento, da inviarsi all’azienda almeno nei successivi 60 giorni (leggi “Nullo il licenziamento se prima il datore non ascolta il lavoratore”). A tale domanda del dipendente, il datore non potrà rifiutarsi.

Simile meccanismo viene stabilito nel caso di licenziamento del dirigente. La contestazione deve essere comunicata al lavoratore almeno cinque giorni prima della sua audizione, necessaria quest’ultima a garantirgli un’adeguata difesa.

È quanto stabilito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

In caso di mancato rispetto di tale forma, il licenziamento è illegittimo, a prescindere poi dalla valutazione se i fatti contestati al dipendente siano veri e fondati o meno. In ogni caso, infatti, chi subisce la sanzione espulsiva va messo nella condizione di contraddire l’assunto dell’azienda.

La Suprema Corte, in proposito, ricorda che, in linea generale, in tema di recesso dal rapporto di lavoro dirigenziale nel settore pubblico privatizzato, il CCNL [3] impone all’amministrazione di contestare per iscritto l’addebito, convocando l’interessato per una data non anteriore al quinto giorno dal ricevimento della contestazione.

Tale termine a difesa che precede l’audizione dell’interessato va calcolato dal momento in cui il lavoratore ha avuto conoscenza degli addebiti a lui mossi e, dunque, dalla data di ricevimento della contestazione in riferimento alla quale lo stesso lavoratore è posto in condizione di poter predisporre una difesa circostanziata in relazione ai fatti oggetto di addebito.

Se l’audizione del lavoratore manca, come nel caso in cui questi non abbia avuto concreta conoscenza della convocazione nel rispetto del termine di cinque giorni, il licenziamento è illegittimo.

note

[1] Cass. sent. n. 3984/15 del 27.02.2015.

[2] Art. 27 del CCNL.

Autore immagine: 123rf com

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