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Il dirigente e il licenziamento

2 Marzo 2015
Il dirigente e il licenziamento

Lavoro dipendente: per l’espulsione del manager, all’imprenditore bastano le esigenze di riorganizzazione aziendale, senza dover verificare la possibile ricollocazione.

 

Per licenziare il dirigente non esistono gli stringati limiti previsti per gli altri lavoratori: niente, quindi, giusta causa (licenziamento disciplinare) o giustificato motivo (licenziamento economico o per motivi disciplinari meno gravi). Il dirigente può essere mandato via dall’azienda per qualsiasi motivo purché non sia arbitrario e derivante dal semplice “capriccio” dell’imprenditore. Dunque rileva qualsiasi motivo che lo sorregga con motivazione coerente e fondata su ragioni apprezzabili sul piano del diritto.

È quanto emerge da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha confermato un orientamento già solcato in passato [2]. Per poter ritenere “giustificato” il licenziamento del dirigente, non è necessaria una analitica verifica di specifiche condizioni che lo hanno fondato, ma è sufficiente una valutazione globale che escluda l’arbitrarietà del recesso. Insomma, basta motivare l’espulsione del dipendente sulla base di circostanze idonee a turbare il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, nel cui ambito rientra l’ampiezza di poteri attribuiti al dirigente.

Il licenziamento individuale del dirigente d’azienda può fondarsi su ragioni oggettive concernenti esigenze di riorganizzazione aziendale [3], che – a differenza di quanto avviene per gli altri lavoratori – non devono necessariamente coincidere con l’impossibilità della continuazione del rapporto o con una situazione di crisi tale da rendere particolarmente onerosa detta continuazione (ricordiamo che, nel caso di dipendenti “ordinari”, vale l’obbligo del repechage). Infatti, il principio di correttezza e buona fede, che costituisce il parametro su cui misurare la legittimità del licenziamento, deve essere coordinato con il principio di libera iniziativa economica sancito dalla Costituzione [4].


note

[1] Cass. sent. n. 3988/2015.

[2] Cass. sent. n. 6110/2014.

[3] Cass. sent. n. 3628/2012, n. 21748/2010.

[4] Art. 41 Cost.

Autore immagine: 123rf com


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