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Lo sai che? Contratto a termine: licenziamento e dimissioni

Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 2 marzo 2015

Il contrato a tempo determinato può essere sciolto solo per giusta causa o impossibilità della prestazione, altrimenti chi recede dovrà risarcire il danno all’altra parte

 

I contratti a tempo determinato, a differenza di quelli a tempo indeterminato, obbligano le parti alla loro esecuzione fino alla scadenza del termine previsto nel contratto.

Di conseguenza, il licenziamento e le dimissioni possono avvenire solo per giusta causa o per impossibilità sopravvenuta della prestazione.

La giusta causa [1] si realizza in presenza di un evento che non consente la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto di lavoro.

Si pensi al lavoratore che commette un illecito disciplinare molto grave: ad esempio ruba in azienda, risponde in modo molto scortese al datore; rimane assente ingiustificato dal lavoro. Si pensi anche al datore che per alcuni mesi, senza dare giustificazioni, non paghi lo stipendio al lavoratore.

L’impossibilità sopravvenuta della prestazione [2] si verifica invece quando un evento imprevisto e imprevedibile impedisce la prosecuzione dell’attività lavorativa.

Ad esempio l’azienda subisce danni gravissimi a seguito di incendio o terremoto, inondazione. Oppure il lavoratore, assunto come autista per sei mesi, subisce il ritiro della patente per un uguale periodo.

In mancanza di giusta causa o impossibilità sopravvenuta, la parte che recede dal contratto di lavoro prima della scadenza del termine sarà a tenuta al risarcimento del danno.

In particolare:

se recede il datore (quindi in caso di licenziamento): il datore dovrà pagare al lavoratore una somma pari a tutte le retribuzioni che gli sarebbero spettate dal giorno del licenziamento alla data di scadenza del contratto, con detrazione di quei guadagni che il lavoratore abbia eventualmente conseguito da un’occupazione successiva al licenziamento o avrebbe potuto conseguire se non fosse stato negligente nel trovare altra occupazione;

se recede il lavoratore (quindi in caso di dimissioni): il lavoratore dovrà pagare al datore una somma pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate fino alla naturale scadenza del contratto.

note

[1] Art. 2119 cod. civ.

[2] Art. 1463 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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