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Agevolazioni fiscali per l’acquisto prima casa: come e quando sfruttarle


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2015



Trasferimento della residenza nei diciotto mesi e suggerimenti per evitare di decadere dal beneficio.

La legge prevede alcune particolari agevolazioni nel caso in cui il contribuente acquisti un immobile residenziale non di lusso da destinare ad abitazione principale [1]. Tali agevolazioni consistono in una riduzione dell’aliquota IVA [2], o dell’imposta di registro, che il contribuente deve versare al fisco in misura proporzionale al valore catastale dell’immobile compravenduto e nella possibilità di detrarre il 19% degli interessi pagati all’Istituto di credito presso cui è stato acceso il mutuo destinato a pagare parzialmente l’unità immobiliare acquistata [3].

In un nostro altro articolo (“Agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa”) sono state esaminate le condizioni per poter fruire di tali agevolazioni. Vediamo ora come e quando è possibile servirsi delle agevolazioni in parola.

Per quel che riguarda la possibilità di detrarre gli interessi passivi dall’IRPEF dovuta è sufficiente presentare la dichiarazione annuale dei redditi (Modello 730 o UNICO persone fisiche) entro i termini stabiliti per legge:

– per quanto riguarda il 2015 il Modello 730/2015 si potrà consegnare integrato entro il 7 luglio del corrente anno;

– per quanto, invece, riguarda il Modello Unico la scadenza per tutti i contribuenti interessati da tale adempimento è fissata entro i 9 mesi dalla chiusura del periodo di imposta di riferimento, ovvero il 30 settembre del 2015), indicando l’ammontare della detrazione di cui si intende usufruire nella SEZIONE I – “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19 o del 26 per cento del Modello 730/2015”, righi da E7 ad E12 per quanto riguarda il Modello 730 oppure nel Quadro RP, rigo RP7 per quanto riguarda il Modello UNICO.

Per le altre imposte (IVA e Registro) occorre invece agire al momento della stipula dell’atto di compravendita sottoscritto davanti al notaio. In particolare è necessario rendere una dichiarazione in base alla quale si affermi che l’immobile oggetto dell’acquisto risulta essere ubicato nel territorio del comune nel quale si ha la residenza o si dichiari comunque l’intenzione di richiederla entro un periodo di diciotto mesi a partire dalla data di sottoscrizione del rogito notarile.

Inoltre l’acquirente deve dichiarare in sede di rogito che non è titolare di nessun altro diritto reale su un’abitazione per la quale abbia già usufruito delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa.

Nel caso in cui si acquisti un immobile non nuovo capita frequentemente di dover procedere a dei lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, recupero, ristrutturazione edilizia o restauro conservativo [4]: in questo caso bisogna riporre molta attenzione se l’immobile acquistato non si trova nel luogo dove si ha la residenza. I lavori devono assolutamente avere termine entro i 18 mesi stabiliti per il cambio della residenza, altrimenti i benefici previsti decadono. Per evitare che ciò accada è consigliabile affittare per qualche mese un appartamento nel comune dove sorge la casa per poter trasferire la propria residenza. Quando l’immobile sarà pronto ci si potrà poi trasferire.

note

[1] Decreto legislativo del 21 novembre 2014, n. 175

[2] Nota II-bis, Tariffa I, Articolo 3, comma 131, Legge 549 del 2 dicembre 1995

[3] Art. 15, comma 1, lettera b), primo periodo, TUIR

[4] Per le definizioni di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, recupero, ristrutturazione edilizia e restauro conservativo si veda articolo 3, comma 1, DPR 380/2001 (TU edilizia).

Autore immagine: 123rf com

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