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Lo sai che? L’assegno sociale va contato per il gratuito patrocinio

Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2015

La pensione sociale, in quanto trattamento stabile e continuativo, va conteggiato agli altri redditi ai fini della verifica del superamento della soglia.

 

Grazie al gratuito patrocinio la legge assicura una difesa in tribunale a chi non ha le disponibilità economiche per procurarsela da sé: a tal fine, la legge fissa una soglia di reddito “limite” sotto la quale chiunque può chiedere che l’avvocato gli sia pagato dallo Stato. Tale tetto è, ad oggi, pari a 11.369 euro annui, per come indicato nell’ultima dichiarazione dei redditi del contribuente.

Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], se l’interessato percepisce un assegno sociale (cosiddetta pensione sociale), esso va conteggiato nei redditi che concorrono a determinare l’eventuale superamento della soglia limite.

Infatti, la pensione sociale, non costituisce un contributo occasionale, ma è un vero e proprio trattamento stabile e continuativo, immutabile, che deve, dunque, essere inserito nella dichiarazione dei redditi da presentare al fine di essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

Nell’ipotesi, dunque, in cui il richiedente non effettui il corretto conteggio dei propri redditi nel momento in cui deposita l’istanza, può subire la contestazione di uno specifico reato: quello di infedeltà dichiarativa [2], per aver cioè reso dichiarazione reddituale non corrispondente al vero.

note

[1] Cass. sent. n. 38980 del 12.06.2014.

[2] Art. 95 del d.P.R. n. 115/02.

Autore immagine: 123rf com


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