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Il pignoramento del conto cointestato

3 marzo 2015


Il pignoramento del conto cointestato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2015



Ho un conto corrente cointestato con mio padre: un creditore mi ha notificato un pignoramento presso terzi in banca; fino a quanto può bloccarmi?

Il creditore potrà pignorare fino a massimo la metà del conto corrente. Infatti, il pignoramento del saldo attivo di un deposito bancario in conto corrente, cointestato a persona estranea al debito per il quale il creditore sta agendo, è nullo (ma limitatamente alla parte in cui eccede la metà dell’importo dichiarato dalla banca) [1].

LA PROCEDURA

In buona sostanza, la procedura prevede che, dopo qualche mese dalla notifica del pignoramento (alla banca e al debitore) si debba tenere un’udienza innanzi al giudice. Con questa precisazione: tra la data del pignoramento e l’udienza in tribunale, il conto resta bloccato per l’importo pari a quello pignorato; le eccedenze, invece, possono essere ancora utilizzate dal correntista.

Dinanzi al giudice, il creditore produce la comunicazione a questi fornita dalla banca (con raccomandata a.r. o posta elettronica certificata), in cui gli ha comunicato l’ammontare delle somme di titolarità del debitore depositate nel conto corrente. Sarà, a questo punto, l’istituto di credito a dover fornire l’esatta quantificazione di tali importi, tenendo cioè conto del fatto con il deposito è cointestato. Tanto per fare un esempio, se nel conto vi è una provvista di 1.000 euro, la banca dovrà riferire, al giudice e al creditore, di essere debitrice dell’importo di 500 euro nei confronti del debitore. Se dovesse riferire un importo superiore il pignoramento sarebbe nullo per tale maggiore importo e, come tale, impugnabile. E questo perché, in conseguenza della dichiarazione della banca, il giudice dispone la cosiddetta assegnazione delle somme, ordinando a quest’ultima di versarle in favore del creditore procedente.

Come è stato chiarito a più riprese dalla giurisprudenza [2], il pignoramento di conto cointestato deve ritenersi eseguito solo sulla metà del saldo esistente all’atto della notifica del pignoramento e della successiva dichiarazione del terzo. Infatti, in base alla legge [3], in assenza di prova contraria, gli intestatari del conto corrente sono considerati creditori solidali della banca e le rispettive quote si presumono uguali. Il che, in parole povere, significa che ognuno dei due cointestatari si considera titolare solo del 50% del conto, salvo che venga fornita una diversa prova da cui risultino percentuali differenti.

COSA PUÒ FARE L’ALTRO COINTESTATARIO

La banca non può vietare o limitare, all’altro titolare del conto che non ha subìto il pignoramento, di prelevare e disporre delle proprie somme liberamente (purché, appunto, sempre nei limiti del 50%). Infatti, non è possibile in alcun modo affermare che il pignoramento abbia colpito anche la quota del cointestatario delle somme giacenti sul conto corrente intestato anche al debitore [4].

note

[1] Trib. Bari, sent. n. 2680 del 19.11.2008.

[2] Trib. Milano, sent. n. 10502 del 29.09.2005.

[3] Combinato disposto di cui agli art. 1854 e 1298 comma 2 cod. civ.

[4] Trib. Milano, sent. n. 10502 del 29.09.2005.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Buonaseraa ,mio padre dal 2003 gli e’ stato pignorato lo stipendio perche’ garante di un debito di mio fratello che ovviamente non ha mai pagato,visto che sono ormai 13 anni che sta’ pagando e ad oggi non sa’ quanto gli rimane da pagare vogliamo capire a chi ci dobbiamo rivolgere,siamo stati direttamente dalla banca creditrice il quale scortesemente ci ha detto che loro non sono tenuti a dirci il residuo del debito perche’ chi fa’ il bonifico e’ il datore di lavoro.
    Come dobbiamo fare per sapere quanto gli rimane …Aiutooooo
    Grazie anticipatamente buona serata Stefania

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