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Lo sai che? Il calo di zuccheri è una valida scusa per abbandonare il posto di lavoro

Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 marzo 2015

Impossibile licenziare chi lascia il posto di lavoro per pochi minuti dopo un improvviso ma lieve malore dovuto a un abbassamento di pressione.

Un calo di zuccheri non si nega a nessuno. Neanche al vigilante che lascia incustodita la guardiola. Così, secondo la Corte di Appello di Firenze [1], non si può licenziare il dipendente che, per pochi minuti, lascia il posto di lavoro perché ha avuto un improvviso abbassamento di pressione.

Il momentaneo allontanamento del dipendente, quando giustificato da ragioni di salute improvvise, anche se non documentabili clinicamente, non costituisce un vero e proprio abbandono del posto di lavoro. Tanto più se il lavoratore ha, in passato, svolto i propri incarichi con “scrupolo e serietà”, senza mai incorrere in procedimenti disciplinari. E pertanto l’eventuale licenziamento intimato dal datore di lavoro è illegittimo. Licenziamento che, con la recente riforma del Job Act, è sanzionato solo con il risarcimento del danno e non con la reintegra.

Il licenziamento in tronco è sproporzionato alla condotta posta in essere, si legge nella sentenza. La Cassazione, infatti, opera una importante distinzione tra abbandono del posto di lavoro e momentaneo allontanamento da esso.

– l’abbandono del posto di lavoro da parte di un dipendente cui siano affidate mansioni di custodia e sorveglianza configura, a differenza del momentaneo allontanamento, una mancanza di grave entità, di per sé idonea, a prescindere dall’effettiva produzione di un danno, a fare venir meno la fiducia del datore di lavoro e, quindi, a giustificare un licenziamento (per giusta causa).

Il contratto collettivo nazionale di categoria prevede il licenziamento per giusta causa in caso di “abbandono del posto di lavoro”, che presuppone “un’assenza non momentanea che provochi una significativa interruzione della prestazione lavorativa”.

– il momentaneo allontanamento per pochissimi minuti è sicuramente una condotta meno grave e consente di ritenere giustificata una sanzione meno forte del licenziamento.

note

[1] C. App. Firenze, sent. n. 345/13.

Autore immagine: 123rf com


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