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Accertamento per il disoccupato che però compra beni come un’auto

3 marzo 2015


Accertamento per il disoccupato che però compra beni come un’auto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2015



Ai fini della capacità contributiva non contano il reddito del coniuge, su cui gravano le spese di gestione familiare.

Inutile fare gli gnorri e dire che il denaro ci è stato regalato. Il contribuente che dichiara “zero”, perché disoccupato, non può poi acquistare un’automobile, specie se costosa. A non fare i conti col fisco, infatti, si rischia un accertamento ai fini Irpef.

Né vale sostenere che, comunque, si è mantenuti dal coniuge o dagli altri familiari: simili affermazioni restano “campate in aria” e del tutto inutili se non supportate da prove concrete come il trasferimento di denaro effettuato, in passato, con strumenti tracciabili (bonifici bancari, assegni non trasferibili, ecc.).

Insomma, ci deve sempre essere una pressoché precisa corrispondenza tra ciò che entra e ciò che esce dal bilancio del singolo contribuente. È quanto ritiene la Commissione Tributaria Regionale di Potenza che, con una recente sentenza [1], ha ritenuto, in un caso simile, legittima la pretesa avanzata dall’Agenzia delle Entrate.

Fatale il redditometro

È facile che l’acquisto di un bene costoso faccia insospettire il fisco. Così allertata dal redditometro, l’Agenzia delle Entrate procede infatti al cosiddetto accertamento sintetico. In particolare, l’intestazione di un’automobile è considerata un preciso elemento rilevatore di capacità reddituale.

Si potrebbe allora sostenere che il bene è stato acquistato con denaro di un familiare ma, in tal caso, bisognerà dimostrare la cosiddetta donazione indiretta, ossia il trasferimento del denaro dal conto del donante a quello del beneficiario, denaro con cui poi è stato acquistato il mezzo. Ma, in mancanza di prove documentali (i testimoni non sono ammessi), la tesi del contribuente è destinata a fallire.

Secondo la sentenza, non si può neanche tenere conto, ai fini della capacità contributiva, del reddito del coniuge, titolare di reddito fisso: anche tale presunzione può essere superata solo da una concreta prova contraria fornita dal contribuente.

note

[1] CTR Potenza, sent. n. 198/15.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Gentile redazione di leggextutti leggendo questo articolo mi e’ sorto questo dubbio rispetto alla parte finale dell’ articolo in cui si parla che anche nel caso di coniugi si debba esibire prova documentale.il dubbio e’ se questo non potrebbe essere in contrasto con quanto detto dai tecnici antiriciclaggio del ministero nel corso di Telefisco 2012 rispetto ad un quesito di traferimento di contante tra padre e figlio:
    ” La condizione del passaggio tra soggetti diversi non si realizza invece, come chiarito dal comitato antiriciclaggio, solo nel caso del rapporto tra coniugi che si trovano in regime di comunione di beni”.
    Quindi se i coniugi si trovano in regime di comunione legale e quindi gli eventuali. trasferimenti oltre la soglia non devono essere tracciati non capisco la parte finale della sentenza in cui si parla di prova documentale.
    Quindi se i conuigi in regime di comunione di beni non hanno bisogno di tracciare i loro trasferimenti di quale prova documentale si parla nella sentenza????

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