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Multa al semaforo valida anche se il giallo dura pochi secondi

3 Marzo 2015
Multa al semaforo valida anche se il giallo dura pochi secondi

Codice della strada: basta l’omologa del T-red; è il cittadino che deve dimostrare il malfunzionamento dell’apparecchio.

Secondo la Cassazione, espressasi sul tema poche ore fa [1], sono sufficienti pochi secondi di luce gialla per rendere valida la multa al passaggio col rosso. Quel che importa, infatti, è che l’apparecchio di controllo elettronico installato dal Comune, il cosiddetto T-Red, sia omologato.

Pertanto, è l’automobilista a dover provare l’eventuale malfunzionamento dello strumento fotografico, mentre l’amministrazione può limitarsi a produrre in giudizio la relativa omologazione.

La pronuncia interviene in un “momento caldo” per le multe con la luce gialla. Infatti, poco tempo fa, era stato lo stesso Ministro dei Trasporti ad ammettere la lacuna normativa e che, in tale incertezza, il tempo minimo per rendere valida la multa doveva considerarsi quello di 3 secondi (leggi: “Multa legittima se il giallo del semaforo dura più di 3 secondi“).

Inoltre, si legge ancora in sentenza [2], i documentatori fotografici delle infrazioni commesse alle intersezioni regolate da semaforo (nel caso di specie, apparecchiatura denominata “T-red“), ove omologati ed utilizzati nel rispetto delle prescrizioni riguardanti le modalità di installazione e di ripresa delle infrazioni, sono divenuti idonei a funzionare anche in modalità completamente automatica, senza quindi che sia necessaria la presenza della polizia. Pertanto, il mancato presidio di un agente non rende impugnabile la relativa sanzione.


note

[1] Cass. sent. n. 4257 del 3.03.2015.

[2] In tema di violazione dell’art. 146, comma 3, del codice della strada (attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa), per effetto della nuova disciplina contenuta nell’art. 201, comma 1-ter, del medesimo codice (introdotto dall’art. 4, comma 1, del d. l.. 27 giugno 2003, n. 151, convertito, con modifiche, in legge 1° agosto 2003, n. 214),


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