Pensione anticipata: in arrivo la settima salvaguardia

4 marzo 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 marzo 2015



Presentata una nuova proposta di salvaguardia per i lavoratori esodati.

 

A quattro anni dall’approvazione della Riforma pensionistica Monti–Fornero [1], ancora non è stata trovata una soluzione definitiva per la categoria dei lavoratori esodati: si tratta, nella maggioranza dei casi, di dipendenti cessati dall’impiego in virtù di accordi di prepensionamento, i quali, in seguito alla nuova normativa sulle pensioni ed ai conseguenti inasprimenti dei requisiti, si sono ritrovati senza retribuzione e privi dell’accesso al trattamento di quiescenza.

Per tutelare tali soggetti, sono stati approvati, in passato, diversi decreti di salvaguardia, che prevedevano la possibilità di pensionarsi con i requisiti pre- Riforma.

In particolare, l’ultimo decreto [2], detto Sesta Salvaguardia, per accedere al quale la scadenza era stata fissata al 5 gennaio 2015, era riservato alle seguenti categorie:

lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi prima del 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditabile al 6 dicembre 2011; rientrava in tale gruppo anche chi avesse svolto, dopo il 4/12/2011, qualsiasi attività, purché non si trattasse di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

dipendenti il cui rapporto di lavoro fosse concluso entro il 30 /06/2012, oppure dal 30/06/2012 al 31/12/2012, in applicazione di accordi individuali o collettivi d’ incentivo all’esodo stipulati entro il 31/12/ 2011; vi era ricompreso anche chi avesse svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività, purché non costituisse lavoro dipendente a tempo indeterminato;

– lavoratori il cui rapporto di lavoro fosse cessato, per risoluzione unilaterale, o per scadenza del termine, nel periodo compreso tra il 01/01/2007 ed il 31/12/2011, incluso chi avesse svolto, successivamente, un’attività non riconducibile ad un contratto a tempo indeterminato;

– dipendenti che risultavano, nel 2011, in congedo per assistenza a familiari [3], o fruitori di permessi per assistenza a parenti con handicap [4];

– lavoratori autorizzati al versamento di contribuzione volontaria precedentemente al 4/12/2011, privi di contributi volontari accreditati al 6/12/2011, purché possedessero almeno un contributo da lavoro dipendente effettivo risultante nel periodo 01/01/2007- 30/11/2013; poteva essere incluso nella categoria, però, soltanto chi, al 30/11/2013, non fosse risultato titolare di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

– infine, rientravano nella Sesta Salvaguardia i soggetti collocati in mobilità ordinaria , a seguito di   accordi stipulati entro il 31/12/ 2011, il cui contratto fosse terminato al 30/09/2012, qualora avessero perfezionato, entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità, oppure entro 12 mesi dal termine del suddetto periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31/12/2011, anche mediante versamento di contribuzione volontaria.

Secondo quanto dichiarato dagli On. Gnecchi e Damiano, la nuova proposta di salvaguardia include ciascuna delle descritte categorie, con l’aggiunta dei lavoratori in mobilità, anche edile, provenienti da imprese fallite.

Dato che questi ultimi, in effetti, sono privi di accordi aziendali da presentare, le domande sono state sempre automaticamente respinte dalle Direzioni Territoriali del Lavoro, di fatto discriminando ingiustamente una notevole platea di soggetti.

Ancora non sono state rese note le scadenze entro le quali potranno essere presentate le domande, mentre è stato calcolato il costo della salvaguardia prospettata, pari a un miliardo e 200 milioni.

Quello che non solo i proponenti, ma diverse forze politiche auspicano, sia della maggioranza che dell’opposizione, è ,tuttavia, una soluzione definitiva al problema degli esodati ed, in generale, di chi si ritrova, in avanti con gli anni, senza lavoro né pensione: lo stesso neopresidente dell’Inps, Tito Boeri, in un’intervista riportata oggi dal Corriere della Sera, propone un accesso al trattamento più flessibile , ma sottolinea che, per reggere all’impatto economico, gli assegni dovranno essere rapportati ai contributi effettivamente versati nell’arco della vita lavorativa.

Nell’attesa di una risoluzione organica e completa alle problematiche esposte, l’approvazione di un’ulteriore salvaguardia costituisce comunque un’importante boccata di ossigeno per fronteggiare le numerose emergenze.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] convertito in L. 147/2014.

[3] Art. 42, Co. 5, D.lgs. n. 151 / 2001.

[4] Art. 33, Co. 3, Legge 104/1992.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI