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Lo sai che? Multe: divieto di sosta, verbale valido senza numero civico

Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

Pretestuosa la semplice contestazione dell’assenza di indicazione del numero all’altezza del quale è stata commessa l’infrazione se, insieme a ciò, non si contesta anche la stessa esistenza del divieto di sosta sulla strada.

I vizi di forma dei verbali redatti dagli agenti di polizia stradale possono rendere nulla la multa solo se non hanno consentito, all’automobilista, di potersi difendere in giudizio. Così, la mancata indicazione, da parte del verbalizzante, del numero civico all’altezza del quale il veicolo è stato colto in divieto di sosta non comporta l’invalidità della contravvenzione salvo in due ipotesi:

– quando la strada sia particolarmente estesa, tanto da rendere materialmente impossibile localizzare, anche genericamente, il luogo dell’infrazione (si pensi alla via Cassia, alla via Aurelia, ecc.);

– oppure se il contravvenzionato, presentando ricorso al giudice, abbia contestato la presenza, sulla strada indicata dal verbalizzante, di un cartello di divieto di sosta.

È quanto emerge da una recente sentenza del Tribunale di Bari [1]. Secondo il giudice pugliese, dunque, la semplice omissione dell’indicazione del numero civico non rende invalido il verbale per divieto di sosta: è necessario anche che, nel giudizio di opposizione, la parte abbia contestato “l’esistenza sul luogo del divieto di sosta”.

Non dimenticatevi, quindi, nel momento in cui depositate l’atto di impugnazione della multa dal giudice di pace di contestare, oltre all’assenza del numero civico sul verbale, anche l’esistenza stessa del divieto di sosta.

Il codice della strada [1] stabilisce che i verbali redatti dalle autorità debbano essere caratterizzati dalla massima trasparenza e completezza; essi, pertanto, devono contenere gli estremi precisi e dettagliati della violazione, nonché – aggiunge il regolamento di esecuzione del codice della strada [3] – la località ove è stata commessa l’infrazione. Tuttavia, si legge nella sentenza in commento, il giudice non è tenuto ad accogliere la censura sulla mancata indicazione del numero civico nei cui pressi era stata parcheggiata la vettura, né altra indicazione specifica al riguardo, se nella opposizione al verbale il ricorrente non deduce la mancanza del divieto di sosta nel luogo di commissione delle violazioni.

Infatti, “le indicazioni suddette nel verbale di contestazione sono prescritte dal Cds e dal relativo Regolamento di Esecuzione per consentire al trasgressore il diritto al contraddittorio e quello di difesa garantendogli la possibilità di verificare che nel luogo sarebbe stata commessa la violazione del divieto questo sussistesse e fosse segnalato”. “Ma qualora il trasgressore – conclude la sentenza -, come nel caso in esame, non muova contestazioni sul punto (sull’esistenza e sulla segnalazione del divieto violato), l’omissione della indicazione del numero civico o di altra indicazione specifica del luogo di commissione della violazione non incide sul diritto di difesa, non rileva dunque ai fini della validità del verbale di contestazione”.

note

[1] Trib. Bari sent. n. 4004 del 9.09.2014.

[2] Art. 201 cod. str.

[3] Art. 383 del Regolamento di Esecuzione al cod. str.


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