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Lo sai che? Che succede se il testimone non si presenta in udienza?

Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

Sono stato citato a testimoniare in una causa civile: è già il secondo rinvio (per impedimenti del giudice) che mi fa perdere giorni di lavoro; cosa succede se non compaio in tribunale?

Testimoniare è un obbligo giuridico dal quale nessuno – salvo le dovute eccezioni che qui vedremo – può esimersi.

1 | SE IL TESTE NON È STATO REGOLARMENTE CITATO

Innanzitutto è bene verificare che la citazione, effettuata dall’avvocato della parte che ha interesse a valersi della testimonianza, sia avvenuta correttamente, ossia con raccomandata a.r. (o con atto notificato dall’ufficiale giudiziario) all’indirizzo di residenza del testimone.

Diversamente, se il teste non compare all’udienza fissata (che viene indicata nel plico recapitatogli, insieme al tribunale, nome del giudice, numero di ruolo della causa e nome delle parti in causa), perché è stato citato non correttamente dall’avvocato (per esempio, a un numero civico errato), il giudice può disporre un nuovo termine per rinnovare la notifica della citazione. Se invece l’avvocato ha omesso del tutto la citazione al testimone, la parte decade dalla prova e il testimone può ritenersi definitivamente “libero” dall’obbligo di testimoniare [1].

Il termine entro cui l’intimazione deve essere notifica ai testimoni è:

– per le cause successive al 1° marzo 2006: almeno sette giorni prima dell’udienza in cui i testimoni sono chiamati a comparire [2];

– per le cause anteriori al 1° marzo 2006, almeno tre giorni prima dell’udienza in cui i testimoni sono chiamati a comparire.

2 | SE IL TESTE È STATO REGOLARMENTE CITATO

Se invece il teste non si presenta benché sia stato regolarmente citato, il giudice può ordinare una nuova intimazione oppure disporne l’accompagnamento coattivo all’udienza stessa o ad altra successiva. Con questa stessa ordinanza il magistrato può – anche se capita raramente – condannare il testimone inadempiente a una pena pecuniaria (da 10 a 1000 euro per i procedimenti successivi al 1° marzo 2006).

Tali provvedimenti possono però essere pronunciati contro il testimone non comparso solo dopo che sia decorsa un’ora da quella indicatagli per comparire in udienza. Dunque, al teste vengono concessi, indicativamente, 60 minuti di ritardo entro i quali non scatta alcuna sanzione.

3 | SE IL TESTE È IMPOSSIBILITATO

Il testimone, però, potrebbe essere malato o avere degli impegni lavorativi o familiari improrogabili. In tali casi, è lo stesso teste che si farà carico di comunicare all’avvocato che lo ha citato i propri impedimenti, documentandoli con certificati medici, dichiarazioni del datore di lavoro, ecc.

Il giudice, però, potrebbe decidere di recarsi egli stesso nell’abitazione o ufficio del teste impossibilitato a recarsi in tribunale. Oppure, se questi luoghi sono situati fuori dalla circoscrizione del tribunale, il magistrato delega all’esame del testimone il giudice del luogo.

4 | SOGGETTI ESENTATI ALLA TESTIMONIANZA

Esistono dei soggetti esentati alla prova testimoniale e tra questi vi sono:

– l’avvocato della parte o che ha difeso la stessa in una fase anteriore del procedimento (per esempio, nella fase stragiudiziale delle trattative o della mediazione);

– il Presidente della Repubblica;

– i Presidenti di Camera e Senato;

– il Presidente del Consiglio dei Ministri;

– il Presidente della Corte Costituzionale;

– gli Agenti diplomatici durante la loro permanenza fuori dal territorio dello Stato, i Cardinali e i Grandi Ufficiali dello Stato.

Contrariamente a quanto comunemente si crede, il coniuge e i parenti possono testimoniare.

5 | DIRITTO DI ASTENERSI DAL TESTIMONIARE

Nell’ambito del processo civile, alcuni soggetti hanno il diritto di astenersi dal rendere le proprie dichiarazioni in causa, avvalendosi del segreto professionale o d’ufficio. Questi sono:

– gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici e i notai;

– gli esercenti professioni sanitarie (medici e chirurghi, farmacisti, ostetriche);

– i giornalisti professionisti iscritti all’albo, solo per quanto riguarda i nomi delle loro fonti ossia dei soggetti da cui hanno avuto le notizie di carattere fiduciario nell’esercizio della loro professione;

– i pubblici ufficiali, i pubblici impiegati, gli incaricati di pubblico servizio su fatti coperti da segreto di Stato;

– i ministri di confessioni religiose, i cui statuti non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

6 | SE IL TESTIMONE SI RIFIUTA DI RISPONDERE O NON DICE LA VERITÀ

Se, una volta davanti al giudice e ricevuta la domanda, il testimone si rifiuta di rispondere o vi è fondato sospetto che non abbia detto la verità, o è stato reticente, il giudice lo denuncia al pubblico ministero al quale trasmette copia del verbale perché valuti se intraprendere l’azione penale.

note

[1] Tuttavia, se il giudice riconosce che vi è una giustificazione all’omissione, fissa una nuova udienza per l’assunzione della prova. Così Cass. sent. n. 22843 del 25.10.2006; Cass. sent. n. 3275/1997.

[2] Art. 103 disp. att. cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. e se invece una persona è stata intimata a presentarsi come teste ma non è lei il teste perchè c’è stato uno scambio di persona, se non si presenta cosa accade?

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