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Lo sai che? Se perdo il documento scritto che può farmi vincere la causa, che succede?

Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2015

Che succede se non trovo più un atto che potrebbe farmi vincere un giudizio: c’è un modo per difendersi di fronte all’impossibilità oggettiva di avere ancora tra le mani tale documento?

Quando, nel corso di una causa, la parte non riesce a procurarsi una prova scritta può supplire a questa mancanza attraverso la prova per testimoni, ossia citando soggetti terzi – estranei alla causa – che siano spettatori “oculari” dei fatti che si intende dimostrare. È necessario, però, che si dia dimostrazione di essere stati nell’impossibilità morale o materiale di procurarsi il documento scritto. Vediamo, dunque, quando ricorrono tali situazioni.

1 | IMPOSSIBILITÀ MORALE

È il caso in cui la parte si trovi in una condizione di soggezione tale nei confronti di una persona che dovrebbe rilasciarle il documento, da impedirle di chiederglielo o di ottenerlo. Ovviamente non si deve trattare di una soggezione soggettiva, ossia avvertita solo dalla particolare sensibilità del soggetto interessato, ma deve trattarsi di un impedimento psicologico oggettivo, che valuta il giudice caso per caso. A tal fine, il magistrato tiene conto sia del rapporto che esiste tra le parti (per esempio: tra datore di lavoro e dipendente; tra familiari, ecc.), sia della possibile incidenza di eventi o situazioni particolari [1].

Non rientra nell’impossibilità morale l’ipotesi in cui il documento scritto in questione sia un contratto, se c’è il rifiuto di uno dei contraenti di consegnare la propria copia di documento alla controparte. E questo perché, quando si stipula un contratto, ognuno dei soggetti ha sempre diritto a pretendere il proprio originale e, di conseguenza, ha l’onere di custodirlo accuratamente.

2 | IMPOSSIBILITÀ MATERIALE

È il caso in cui il documento vada smarrito o distrutto ad opera di:

– un terzo come il rappresentante della parte (per esempio l’avvocato, il notaio, ecc.);

– la parte stessa che, senza sua colpa, ha perduto il documento (per esempio a causa di un terremoto, l’illeggibilità del documento per dissolvimento dell’inchiostro, il furto ad opera di terzi se prontamente denunciato alle autorità). Non basta, ovviamente, dire al giudice di aver smarrito il documento ma bisognerà dimostrare innanzitutto l’esistenza del documento e, quindi, l’evento nel quale è stato smarrito (per esempio, con la produzione della denuncia di furto, ecc.) pur avendolo custodito con la diligenza del buon padre di famiglia [2].

Per esempio: se la parte deduce di aver perso il documento a causa di un incendio dovrà dimostrare:

– l’esistenza dell’incendio;

– la presenza del documento nel luogo ove è divampato l’incendio;

– l’aver usato la adeguata diligenza nella conservazione del documento e per evitare che lo stesso andasse bruciato [3].

È possibile la prova testimoniale al posto del documento anche quando la parte ha smarrito senza sua colpa il contratto che, secondo la legge, deve essere provato per iscritto o per il quale la forma scritta è richiesta a pena di nullità (si pensi, per esempio, all’acquisto di un immobile) [4]. L’aver lasciato l’unica copia del documento in ano alla controparte non è considerabile perdita incolpevole [5].

In tutte tali ipotesi, dunque, si può provare il fatto storico, piuttosto che col documento, con un testimone che sia in grado di riferire su tale circostanza.

note

[1] Cass. sent. n. 15760/2001.

[2] Cass. sent. n. 26155/2006.

[3] Cass. sent. n. 26155/2006.

[4] Art. 2725 cod. civ.

[5] Cass. sent. n. 251/2003.

Autore immagine: 123rf com


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