Da ora più facile cambiare banca e conto

4 marzo 2015


Da ora più facile cambiare banca e conto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 marzo 2015



Portabilità dei conti correnti: massimo 13 giorni per il trasferimento che sarà inoltre gratuito, altrimenti scatta il risarcimento del danno.

Come con le schede telefoniche e, forse, anche più facilmente. È questo l’obiettivo del decreto legge entrato in vigore lo scorso 25 gennaio e che introduce la cosiddetta portabilità dei conti correnti.

In buona sostanza, si prevede il diritto sacrosanto di ogni cittadino di cambiare la propria banca, trasferendo quindi il conto corrente, senza sostenere alcuna spesa per la chiusura dei rapporti in essere.

Ma perché questo? Semplice: favorire la concorrenza, così come già avvenuto con i gestori di telefonia mobile. Il tentativo è quello di cancellare le lunghe e pretestuose procedure, con i relativi e spesso salatissimi costi, che le banche frappongono prima di concedere, al cliente, la cessazione del contratto e il trasferimento del conto corrente. Questo dovrebbe spingere gli istituti di credito a fare di tutto per evitare che il cittadino emigri verso un altro sportello, abbassando i costi e le commissioni ed, eventualmente, prevedendo servizi aggiuntivi come l’home banking.

Basti pensare che, secondo stime del Sole 24 Ore e di Altroconsumo, confermate peraltro anche da Bankitalia, i conti correnti aperti da almeno 10 anni costano circa 14 euro in più rispetto alla media e ben 40 euro in più dei conti aperti da un anno.

La fedeltà, dunque, non paga.

Nessuna spesa e tempi certi

Con la nuova normativa vengono definitivamente aboliti i costi di chiusura del conto. Inoltre il tempo massimo per trasferire il conto da una banca a un’altra non potrà essere superiore a 13 giorni lavorativi che decorrono dal momento in cui il cittadino presenta la domanda di chiusura del conto.

Il conto corrente sarà trasferito con una procedura interbancaria (la nuova banca recupera le informazioni dalla vecchia).

Risarcimento assicurato

Se la banca non rispetterà questi tempi, il correntista potrà esigere un risarcimento del danno, che verrà parametrato a due valori:

– ai giorni di ritardo;

– alla giacenza in conto.

Questo aspetto viene visto, però, come un limite della nuova legge. E ciò perché, da un lato non viene stabilito un parametro fisso per l’indennizzo, dall’altro, ancorandolo alla giacenza in conto, si finisce per favorire chi ha più soldi in banca rispetto a chi ne ha meno.

Il secondo limite è che dalle nuove misure restano esclusi i conti correnti di appoggio ai depositi titoli.

Nella speranza che la legge di conversione del decreto legge corregga queste anomalie, sembra quasi a un passo l’era in cui i cittadini potranno mettere a confronto, in perfetta trasparenza, le varie offerte delle varie banche per scoprire dove si può realmente risparmiare.

 

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Autore immagine: 123rf com

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