Diritto e Fisco | Articoli

La contumacia: che succede se non mi presento in causa con l’avvocato

5 marzo 2015


La contumacia: che succede se non mi presento in causa con l’avvocato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2015



La mancata costituzione in giudizio con un legale difensore implica la dichiarazione di contumacia: tutte le conseguenze.

Se ti è arrivata una citazione (o un ricorso) in una causa civile, la cosa più spontanea che ti verrà di fare è consultare subito il tuo avvocato perché ti consigli il da farsi e di esponga le conseguenze che discenderanno da quell’atto.

Molto probabilmente, il tuo difensore ti proporrà di costituirti in causa, ossia di dargli il mandato (a pagamento) perché ti difenda nel giudizio che, volente o nolente, ed anche in tua assenza, si consumerà contro di te.

Ma questa non è l’unica strada che hai: non sei tenuto a costituirti. Potresti anche evitare di farlo se non hai particolare interesse all’esito del giudizio o se ritieni che lo stesso non ti tocchi più di tanto. E allora, in tale ipotesi, la causa – che si terrà comunque, ma con alcune garanzie nei tuoi confronti (vedi sotto) – si svolgerà (come si suol dire) in tua contumacia.

Che cos’è la contumacia?

Si ha contumacia quando la parte, attore o convenuto che sia, non si costituisce in giudizio o la sua costituzione è irregolare o nulla.

La contumacia può durare fino alla fine del processo. Ma la parte potrebbe anche ripensarci dopo un poco e, costituendosi in corso di causa, far revocare la dichiarazione di contumacia. Ovviamente, però, come in una festa a cui si arriva tardi, si sarà persa l’occasione di partecipare a tutte le attività processuali che già si sono svolte in propria assenza, senza possibilità di far “tornare indietro” il processo.

Attenzione: la contumacia non va confusa con la mancata comparizione in udienza della parte già costituita. Per esempio: se hai già dato incarico al tuo avvocato di difenderti, costituendosi in causa, e questi lo ha fatto regolarmente, la sua mancata presenza a una udienza non comporta la tua contumacia, ma solo il fatto che, sul verbale di quel (solo) singolo giorno, non verranno riportate le tue richieste, eccezioni, controdeduzioni e quant’altro. Insomma, si perde una stazione, ma non il treno.

Se non ti costituisci perché non hai avuto regolare notizia della causa

Potrebbe accadere che non ti sei costituito in causa solo perché la citazione della controparte non ti è stata notificata correttamente oppure ti è stata consegnata all’ultimo momento. La legge, infatti, impone che tra la data in cui tu ricevi la notifica dell’atto processuale e quella della prima udienza debbano decorrere almeno 90 giorni.

Dunque se l’atto di citazione è viziato o la notifica è nulla, il giudice fissa all’attore un termine perentorio per la rinnovazione della domanda o della notifica. Se il convenuto non si costituisce neanche a questa ulteriore udienza il giudice ne dichiara la contumacia.

Quali sono le conseguenze della contumacia?

Se chiunque potesse paralizzare un processo contro di sé semplicemente evitando di costituirsi, avremmo trovato una facile scappatoia per quanti vogliono eludere le proprie responsabilità. Ma non è così.

Fare lo struzzo non ti servirà per bloccare la causa che, invece, prosegue anche in tua assenza.

La contumacia, però, non introduce deroghe al principio dell’onere della prova: questo significa che, nonostante la tua assenza, l’attore dovrà comunque dimostrare i fatti a fondamento della propria pretesa e se non lo fa – o lo fa in modo insufficiente – perderà la causa.

Il paragone con il calcio è quello che ci viene più semplice e spontaneo: il fatto che una squadra giochi senza l’avversario in campo non significa che questa abbia già vinto a tavolino, ma sarà necessario, per avere il risultato pieno, spingere comunque la palla in rete almeno una volta.

Insomma, l’attore, anche se non c’è nessuno dall’altra parte a difenderti, dovrà comunque dimostrare al giudice che la propria richiesta è giusta ed è sorretta dalle leggi dell’ordinamento. Il che significa che deve armarsi di documenti, testimoni e quant’altro per provare la domanda giudiziale.

La contumacia, quindi, non costituisce una tacita ammissione di colpa. Anzi, al contrario – per quanto possa sembrare a primo vista strano – il contumace viene tutelato di più rispetto a chi è già costituito in causa. Infatti, la legge attiva, nei confronti della parte che si è costituita, una serie di difese volte a evitare che questa ignori dei momenti essenziali del processo, che potrebbero altrimenti pregiudicare il suo diritto alla difesa.

In termini pratici, questo significa che l’attore deve notificare personalmente al convenuto contumace i seguenti atti (in deroga al principio per cui gli atti si presumono conosciuti, dalle parti costituite, già solo con il deposito in cancelleria):

– il provvedimento con cui il giudice dispone l’interrogatorio formale della parte contumace;

– il provvedimento con cui il giudice dispone il giuramento della parte contumace;

– i verbali di causa in cui si dà atto della produzione in giudizio della scrittura privata sottoscritta dal convenuto (per consentirgli di disconoscerla) [1];

– eventuali nuove domande;

– la sentenza.

Non vengono invece comunicati al contumace i seguenti atti:

– l’ordinanza che ammette la testimonianza o l’interrogatorio libero;

– l’ordinanza che fissa una nuova udienza dopo la sospensione o l’interruzione del processo;

– l’ordinanza che dispone la riunione della causa con un’altra;

– nel caso in cui nel processo intervenga un terzo, purché non abbia proposto domande nuove nei confronti del contumace.

note

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. Se non ci si costituisce, o si vuole intentare una causa a tutela dei propri Diritti, perché impossibilitati a pagare un Avvocato per problemi economici,ed i casi sono infiniti,so che esiste il gratuito Patrocinio sempre che non si superi una soglia di reddito di circa 11 Mila Euro. Quello che non è chiaro nella normativa,e al quale gli Avvocati non sanno dare una risposta,è quale documento deve essere presentato che certifichi correttamente il reddito . E’ chiaro che la Dichiarazione dei Redditi, è quella che attesta fedelmente il reddito di ogni cittadino. Ma ci sono casi in cui i Cittadini non sono tenuti alla sua presentazione, come chi ha reddito da sola Pensione.che ricevono dall’INPS il CUD. Ma nel CUD, sono indicati solo gli importi della Pensione e non le eventuali detrazioni ammesse nella dichiarazione dei Redditi, come per esempio le spese sostenute dalle persone non autosufficienti per pagare gli assistenti necessari per la sua cura, per cui il reddito reale non è veritiero;L’altro Strumento è l’ISEE, che tra l’altro è l’unico documento che contiene , assieme alla Dichiarazione dei Redditi,tutti i dati patrimoniali mobiliari e immobiliari oltre gli importi delle Pensioni.Ho scritto tutto questo perché , per esempio il Tribunale di Ancona, prima chiedeva l’ISEE, ma ora chiede il CUD, che ripeto, non rappresenta la reale “ricchezza” del soggetto interessato da una causa. Potete voi fare chiarezza ?…Grazie Franco Rossi…

  2. Buongiorno,
    in una causa di che ha avuto per oggetto l’impugnazione di testamento, io sono una convenuta in contumacia.
    L’avvocato difensore di alcuni dei coeredi nel redarre la parcella, ha effettuato una maggiorazione del 20% del valore della causa per presenza di piu’ parti aventi la stessa posizione (si riferiva ai convenuti contumaci) lo puo’ fare?
    Grazie.
    Stefania Burchi

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI