HOME Articoli

Lo sai che? Assegno postdatato: se a garanzia, il contratto è nullo

Lo sai che? Pubblicato il 5 marzo 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 5 marzo 2015

L’accordo con cui viene dato, a garanzia del pagamento di un’obbligazione, un assegno privo di data o postdatato è nullo.

È lecito emettere un assegno postdatato? Secondo gran parte della giurisprudenza sì (salva, ai fini esclusivamente fiscali, la regolarizzazione del titolo con l’imposta di bollo, all’atto dell’incasso). E questo perché si tratta di un titolo al portatore: la banca, cioè, è tenuta a pagarlo a vista; pertanto ogni clausola, riportata sull’assegno, che deroghi a tale obbligo, è nulla.

Dunque è nulla anche la postdatazione in quanto non è altro che un esplicito ordine, impartito alla banca, di pagare il titolo in un momento futuro e non all’atto della sua presentazione, in deroga all’obbligo di pagamento a vista. La conseguenza è che il prenditore (colui, cioè, che ha in mano l’assegno) può esigere il pagamento del titolo postdatato in qualsiasi momento. Anche se la data futura non si è ancora verificata.

Così ragiona, su tutti, la Cassazione [1] (leggi “Si considera valido il pagamento con un assegno postdatato”).

Ciò che però è nullo è l’accordo con cui il creditore si fa consegnare, dal debitore, un assegno postdatato a garanzia dell’esatto adempimento di una obbligazione futura. Un esempio, tanto per indicare un caso assai ricorrente, è quello dal padrone di casa che, all’atto della consegna delle chiavi dell’appartamento, si fa rilasciare, a garanzia del versamento dei primi canoni mensili, un assegno privo di data o postdatato, da incassare nell’ipotesi in cui l’inquilino sia inadempiente ai suoi obblighi.

In questo caso, l’accorso di garanzia si considera nullo e, pertanto, il debitore che ha emesso gli assegni ne potrà pretendere la restituzione. Infatti, i pagamenti effettuati in esecuzione di un contratto nullo sono anch’essi nulli e “revocabili”.

Tale è la giusta conclusione cui è arrivato il Tribunale di Cassino in una recente ordinanza [2]. Anche la stessa Cassazione, in passato, aveva avuto modo di aderire su tale interpretazione [3].

Secondo i giudici, non è corretta la pratica commerciale che prevede la consegna di assegni postdatati o privi di data, a garanzia del futuro adempimento di obbligazioni di denaro.

Risultato: in tale ipotesi diventa nullo sia il titolo di credito postdatato, sia il sottostante patto di garanzia.

Un tale uso dell’assegno è illegittimo perché lo trasforma in un titolo di credito simile alla cambiale, volto ad esercitare una forma di coercizione del debitore.

note

[1] Cass. sent. n. 26161 del 12.12.2014; sent. n. 2160/2006; sent. n. 191/1985.

[2] Trib. Cassino ord. del 28.01.2015.

[3] Cass. sent. n. 26232/13.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI