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Studi di settore e regime premiale: chi è congruo ha meno controlli

3 Maggio 2016
Studi di settore e regime premiale: chi è congruo ha meno controlli

Sono 159 gli studi di settore ammessi ad un regime premiale nel caso in cui si sia congrui, coerenti e fedeli: ecco le definizioni e la lista degli studi inclusi, ma per i professionisti…

Già dal periodo d’imposta 2011 [1] si prevedeva un regime premiale per i contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sugli studi di settore, che dichiarano ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli stessi, anche per effetto dell’adeguamento.

 

Per il 2015 il regime viene rinnovato e confermato [2]: i contribuenti i cui redditi risultino congrui e coerenti e “fedeli” possono beneficiare di vantaggi fiscali. Questa la linea dell’agenzia delle entrate che permette di evitare per un vasto numero di soggetti i controlli relativi agli accertamenti basati sulle presunzioni semplici. Per tali contribuenti sono previsti inoltre benefici relativi alla riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento ed è previsto un accertamento sintetico solo se il reddito accertabile si discosta di almeno 1/3 da quello dichiarato (anziché di 1/5 come avviene per gli altri contribuenti).

Possono fruire dei benefici del regime premiale per il periodo d’imposta 2015 i contribuenti per i quali si applicano 159 studi di settore specifici (si veda la sezione in pratica).

 

 

Dettagli del regime premiale per chi è fedele agli studi di settore

Il regime premiale è previsto come abbiamo accennato per chi risulti in linea con le prescrizioni previste in materia di studi di settore, ciò vuol dire nella fattispecie che il contribuente deve essere:

  • Fedele: abbia assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando, appunto, fedelmente tutti i dati previsti;
  • Congruo: dichiari, anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore;
  • Coerente: sulla base dei suddetti dati, risulti in linea con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

Il regime citato prevede le seguenti agevolazioni nel dettaglio:

  • accertamento sintetico solo se il reddito accertabile si discosta di almeno 1/3 da quello dichiarato (anziché di 1/5);
  • esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici (basate su elementi gravi, precisi e concordanti);
  • riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento: questo vuol dire che la notifica degli avvisi di accertamento potrà avvenire solo entro il 31 dicembre del 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, a pena di decadenza. Per gli altri contribuenti, come è noto il limite della decadenza è invece fissato al 5° anno successivo.

Per quali studi è previsto il regime premiale 2016?

Proponiamo in allegato nella nostra sezione in pratica la lista degli studi di settore – 159 in totale – per i quali è previsto il regime premiale. Anche quest’anno sono esclusi in linea generale quelli relativi ai professionisti, considerato che nel provvedimento delle Entrate [2] si legge che:

“Tenuto conto della particolare funzione di stima prevista per alcuni studi delle attività professionali, che nel valorizzare le prestazioni rese non riesce a cogliere appieno i possibili casi di omessa fatturazione, i relativi studi, in attesa delle eventuali modifiche che potranno essere introdotte in fase di evoluzione degli stessi, non vengono interessati dal regime premiale in argomento per l’annualità 2015.”

Il medesimo provvedimento inoltre tiene conto anche della possibilità che alcuni soggetti siano sottoposti a due differenti studi di settore, in quel caso – specificano le Entrate – la congruenza deve verificarsi per entrambi gli studi che devono al contempo rientrare nell’elenco che alleghiamo di seguito.


note

[1] D.L. n. 201/2011, art. 10, c. da 9 a 13

[2] Agenzia delle Entrate, circ. 16/E del 28/04/2016


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