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Abuso edilizio: l’amministrazione agisce senza preavviso

5 Marzo 2015
Abuso edilizio: l’amministrazione agisce senza preavviso

Il proprietario non deve essere avvisato dell’avvio del procedimento.

L’avvio del procedimento contro l’abuso edilizio non deve essere comunicato al proprietario dell’opera, salvo comunque il suo diritto a partecipare all’eventuale istruttoria sull’opera, a presentare osservazioni e la perizia del proprio tecnico.

A dirlo è il TAR Calabria con una recente sentenza [1].

Dunque il proprietario dell’opera di cui l’amministrazione sospetta l’abusivismo e procede per la sua demolizione potrebbe non sapere che, nei suoi confronti, è stato già aperto “un fascicolo”.

Secondo i giudici amministrativi, l’omessa comunicazione di avvio del procedimento non è un valido motivo per ricorrere contro l’ordine di demolizione. Infatti l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce manifestazione di attività amministrativa doverosa: con la conseguenza che i relativi provvedimenti, quali l’ordinanza di demolizione, sono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento.

Tanto, del resto, aveva già trovato, in passato, l’avallo della giurisprudenza [2].

Comunque, il proprietario, avvisato di fatto dell’avvio dell’iter procedimentale, può sempre utilizzare tutte le altre facoltà di accesso agli atti, di impulso istruttorio, nonché può presentare osservazioni scritte e controperizie per tutelare la propria posizione di interesse legittimo [3].

Certo, se l’amministrazione non effettua i rilievi tecnici sul luogo e non consente all’interessato di partecipare alla conseguente istruttoria, allora l’eventuale provvedimento di demolizione è nullo. Per cui sarebbe illegittimo il procedimento nel caso in cui l’accertamento tecnico venga fatto senza accedere ai luoghi o senza neanche coinvolgere il privato: l’istruttoria sarebbe del tutto carente e verrebbe violato il diritto al contraddittorio.


note

[1] Tar Calabria, sent. n. 316/15 del 23.02.2015.

[2] Cons. St. sent. n. 1292/14, n. 2873/13 e Tar Umbria sent. n. 405/14.

[3] Cons. St. sent. n. 4470/13.

Autore immagine: 123rf com


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